Non accenna a placarsi la polemica creata dalla clamorosa decisione della Germania di chiudere definitivamente le proprie centrali nucleari entro il dal 2022. Lo stop tedesco all’atomo ha infatti provocato diversi effetti nelle Borse di tutto il continente, dove si è osservata una generale tendenza al rialzo per tutti quei titoli legati alle energie rinnovabili.

Per citare alcuni esempi, a Piazza Affari Enel Green Power è salita del 4,53%, Falck Renewables del 7,43%. A Francoforte, invece, sono state premiate società quali SolarWorld, Sma Solar, Nordex, Q-Cells, Phoenix Solar. Secondo un analista:

Il settore italiano si muove sulla notizia della fine del nucleare tedesco, che ha mosso tutti i titoli europei. Con l’uscita della Germania dall’atomo, le possibilità che in Italia si proceda su questa strada diminuiscono ancora, referendum o no, e il mondo delle energie alternative trova nuovo appeal.

Mercati a parte, dopo le critiche riguardanti le enormi spese necessarie alla chiusura degli impianti, Angela Merkel è tornata a difendere il proprio progetto. In un’intervista ai giornalisti, la cancelliera tedesca ha infatti affermato che:

La Germania potrà diventare uno Stato pioniere verso una nuova era fondata sulle energie rinnovabili. Possiamo trasformarci nel primo grande paese industrializzato che compie la transizione verso l’energia rinnovabile, cogliendo tutte le opportunità che questa offre: tecnologia, sviluppo, esportazione e posti di lavoro.

Le reazioni alla scelta di abbandonare l’atomo continuano comunque a essere discordanti. Se da un lato le lobby dell’atomo criticano aspramente la decisione, puntando il dito contro l’eccessiva fretta e sottolineando i possibili rischi a cui potrebbe andare incontro l’efficienza energetica tedesca, le opposizioni e la maggior parte dei cittadini sono d’accordo.

La svolta tedesca ha avuto come effetto anche quello di alimentare il dibattito, leggermente assopito, sul nucleare nel nostro Paese. Secondo Umberto Veronesi, presidente dell’Agenzia per la Sicurezza sul Nucleare:

La decisione della Germania è influenzata dall’ondata di panico per il disastro di Fukushima ed è stata presa per il terrore di perdere voti. È una decisione legata a un evento specifico che non deriva da alcuna valutazione razionale sul tema.

Di parere completamente opposto il Comitato Vota Sì al referendum, che ha definito la scelta tedesca “un trionfo”, e ANIE/GIFI, il cui presidente, Valerio Natalizia, ha dichiarato:

Auspico che questa direzione possa essere seguita anche dall’Italia e dagli altri Paesi dell’Unione Europea. Il nostro impegno è quello di continuare a collaborare con il Governo per la definizione di un piano di sviluppo delle energie rinnovabili concreto ma ambizioso che tenga conto sia dei costi ma anche dei benefici a medio lungo termine. L’indipendenza e la sicurezza energetica sono oramai esigenze sempre più imprescindibili anche per il nostro Paese.

31 maggio 2011
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