Dire basta al carbone per salvare migliaia di vite ogni anno. Questo il messaggio inviato dal WWF, che sottolinea i danni provocati dall’inquinamento da fonti fossili alla salute pubblica evidenziati dal rapporto dello European Environmental Bureau (EEB), dalla HEAL (Health and Environment ALliance), dal Climate Action Network, da Sandbag, dallo stesso World Wide Fund for Nature, e intitolato “Spazzare via la nuvola nera d’Europa: tagliare il carbone salva vite umane”.

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I numeri presentati dal WWF fanno riferimento al vantaggio in termini di vite umane che deriverebbero dall’applicazione dei “criteri di prestazione ambientale” alla centrali elettriche alimentate a carbone situate in Europa. Grazie alle migliori soluzioni tecnologiche per il settore, dal punto di vista dell’impatto sull’ambiente, si potrebbe passare dalle attuali 22.900 morti premature collegate a questo tipo di inquinamento ad appena 2.600.

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Nel mirino sono soprattutto le varie deroghe speciali concesse in alcuni casi alle centrali a carbone europee, che permettono emissioni superiori a quelle ritenute “entro livelli di sicurezza”. Entro la fine del 2016 l’UE e gli Stati che la compongono potranno optare per standard di prestazione ambientale più severi, descritti nel “LCP BREF – Large Combustion Plan Best available technique REFerence document”, che se applicati potranno segnare una netta differenza in termini di salute pubblica. Come ha affermato Christian Schaible, Policy Manager sulla produzione industriale dello European Environmental Bureau (EEB):

Le migliori tecniche disponibili richiamate nel rapporto sono tutte provate e testate, e la loro praticabilità tecnica ed economica era già stata dimostrata decenni fa. L’Unione Europea si considera leader mondiale nelle questioni ambientali, ma quando si tratta di carbone, i decisori hanno la testa immersa in una nuvola nera.

Il WWF sottolinea poi come non sia possibile rimuovere in maniera completa gli effetti inquinanti del carbone dall’aria che respirano i cittadini, salvo la completa chiusura di tutte le centrali alimentate con tale fonte fossile (responsabili del 18% delle emissioni climalteranti europee) in favore di nuovi impianti basati sulle energie rinnovabili.

A sostegno di una politica fondata sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico anche il Prof. Bert Brunekreef della European Respiratory Society, che ha dichiarato:

L’inquinamento atmosferico uccide. Gli esperti di salute polmonare chiedono azioni correttive immediate. L’inazione non è giustificabile quando in gioco ci sono la vita e la salute umane.

12 ottobre 2016
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Stefano taccini, mercoledì 12 ottobre 2016 alle14:06 ha scritto: rispondi »

Aspettare il 2025...?

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