ERG Rivara Storage (ERS), che a dispetto del nome è di proprietà di ERG solo per il 15% e per il restante 85% è dell’inglese Indipendent Resources plc, ha annunciato che farà ricorso al TAR contro la decisione del Governo di bloccare il programma di ricerca geologica preliminare alla realizzazione dello stoccaggio gas a Rivara, in provincia di Modena.

Il progetto di ERS prevedeva la costruzione di alcuni pozzi attraverso i quali iniettare nel sottosuolo, in un acquifero sotterraneo a 3.180 metri di profondità, 6.800 milioni di metri cubi di gas naturale. Era prevista anche un centrale di compressione da 7,5 MW di potenza. ERS non ha mai ottenuto l’autorizzazione alla costruzione di quest’opera, anche a causa della forte opposizione della Regione Emilia Romagna e di molte comunità locali preoccupate per le possibili ripercussioni di un eventuale terremoto sullo stoccaggio.

Preoccupazioni che sono diventate molto meno ipotetiche e irrealistiche dopo lo sciame sismico di maggio. Proprio dopo i sismi delle settimane scorse sia il Ministero dello Sviluppo economico che quello dell’Ambiente di Corrado Clini hanno affossato definitivamente il progetto. ERS, però, ha in mano un decreto VIA del febbraio scorso che la autorizzava a procedere con una “fase di accertamento” per verificare la fattibilità e la sicurezza dello stoccaggio gas. Il ricorso al TAR dell’azienda mira proprio a ripristinare quel decreto, come spiega l’amministratore delegato Grayson Nash:

Desidero sottolineare che la società ha preso questa decisione per difendere la correttezza del suo operato all’interno della procedura amministrativa di autorizzazione che a nostro giudizio risulta carente perché priva delle necessarie motivazioni tecniche al diniego dell’intesa. Siamo certi che la giustizia amministrativa potrà valutare con serenità i fatti, tenendo conto che nei nostri studi preliminari il rischio sismico era stato considerato e valutato con grande attenzione.

Nei prossimi mesi si saprà se il TAR riterrà opportuno accettare il ricorso di ERS o convalidare la decisione del Governo. Nel primo caso il decreto VIA già emesso tornerebbe in vigore e l’azienda potrebbe procedere con gli studi geologici preliminari alla costruzione dello stoccaggio. Tuttavia, qualora dovesse realmente decidere di costruire il sito sotterraneo dovrebbe chiedere un’ulteriore Valutazione di Impatto Ambientale.

Tutto inutile, quindi? No, assolutamente, perché quando ERS avrà finito la sua ricerca geologica, avrà stabilito che tutto e sicuro (la ricerca la fa l’azienda stessa, quale altro risultato potrebbe emergere?) e avrà presentato la nuova richiesta di VIA, al Ministero dell’Ambiente non ci sarà più Corrado Clini. E tutto tornerà in discussione.

4 luglio 2012
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