Stiramento muscolare inguinale: sintomi e cura

Lo stiramento muscolare inguinale è un trauma molto fastidioso, diffuso soprattutto fra gli sportivi. Colpisce più frequentemente gli atleti impegnati in attività dall’alta sollecitazione degli arti inferiori, come la corsa, il calcio e il ciclismo. Ma quali sono le sue caratteristiche e quale il percorso di guarigione?

Sebbene si tratti di un disturbo di media entità, prima della trattazione è bene ricordare come il trauma non debba mai essere sottovalutato. All’apparizione dei primi sintomi, infatti, sarà necessario interrompere l’attività fisica per rivolgersi al medico o allo specialista, così da evitare un peggioramento delle proprie condizioni. Il rischio è quello di incentivare un ben più pericoloso strappo muscolare.

Stiramento all’inguine: cause e sintomi

Con il termine stiramento muscolare si intende un indesiderato allungamento delle fibre muscolari, che ne altera il tono. È una lesione intermedia, che si posiziona tra i due estremi opposti della contrattura muscolare e dello strappo, ed è solitamente localizzato agli arti inferiori.

Nel caso dell’inguine, vengono solitamente coinvolti tutti e cinque i muscoli adduttori, con intensità e sintomi diversi. Il disturbo si caratterizza per un dolore molto forte: questo può essere localizzato a un’area specifica o, in alternativa, irradiarsi sia alla zona del pube che al basso addome. Sebbene il trauma non renda di per sé impossibile il movimento, il fastidio provato è di solito disincentivo all’attività fisica: potrebbe essere difficile camminare, rimanere in posizione eretta, sedersi o addirittura assumere determinate posizioni a letto.

Le cause sono le più svariate e, generalmente, derivano da un percorso di allenamento non corretto. Non è raro, infatti, che lo stiramento dell’inguine di verifichi per un riscaldamento insufficiente prima dell’esercizio, un movimento innaturale, una preparazione fisica inadeguata per lo sport prescelto, microtraumi ripetuti nel tempo, postura scorretta e molto altro ancora.

Sebbene non determini un distaccamento delle fibre muscolari dalla loro sede, il disturbo presuppone il massimo riposo per evitare il conseguente strappo. In particolare, l’inguine è coinvolto in gran parte dei movimenti del bacino e delle gambe, quindi rischia di essere costantemente sollecitato anche da attività quotidiane o banali.

Trattamento

La cura dello stiramento all’inguine non è affatto dissimile dallo stesso trauma in altre zone degli arti inferiori, come la coscia o il polpaccio. Le prime manifestazioni si verificano nel mentre dell’attività fisica, con un dolore improvviso e lancinante, un segnale che dovrà suggerire l’interruzione dell’esercizio per non peggiorare il trauma.

Il primo passo da compiere è quello di assumere una posizione confortevole, seduti o supini a seconda del dolore provato. Quindi si dovrà ricorrere al noto protocollo R.I.C.E., con l’immobilizzazione dell’area, l’applicazione momentanea di ghiaccio e l’elevazione delle gambe. Considerato come possa essere difficile agire sull’area inguinale, remoto sarà il ricorso a bendaggi compressivi. Superato il primo soccorso, ci si dovrà rivolgere necessariamente al medico o allo specialista, per verificare le condizioni dei muscoli interessanti ed escludere danni più gravi alle fibre muscolari.

Il trattamento impone il completo riposo, solitamente almeno per 3-4 settimane dopo l’incidente. Inoltre, potrebbero essere prescritti antinfiammatori e miorilassanti per agevolare la guarigione dei muscoli. Dopo qualche giorni dal primo intervento, poi, potrà essere consigliato un blando trattamento fisioterapico: con l’aiuto di un esperto, per evitare di compiere movimenti dannosi, si potrà eseguire della ginnastica dolce riabilitativa. In alcuni rari casi anche l’elettrostimolazione tens risulterà suggerita, ma il ricorso è complesso data la difficoltà di sollecitare correttamente i muscoli dell’inguine. Infine, giunti quasi al termine del percorso di cura, anche le sedute di massaggio si riveleranno ideali per incentivare la circolazione sanguigna e ripristinare le normali funzionalità muscolari.

Per quanto riguarda i rimedi naturali, da vagliare sempre con esperti per evitare effetti collaterali sgraditi e controindicazioni, i primi consigli arrivano dalla dieta. Ricorrere a ingredienti dal noto potere antinfiammatorio, come ad esempio lo zenzero, potrà infatti aiutare il processo di guarigione. A livello topico, invece, si predilige l’applicazione di aloe vera in gel perché l’effetto rinfrescante riduce momentaneamente il dolore. Più indicata però la crema all’arnica, poiché sfiammante, quindi i fanghi termali.

26 ottobre 2014
I vostri commenti
Asia, venerdì 10 marzo 2017 alle18:16 ha scritto: rispondi »

Ho 17 anni, ho preso uno strappo all'inguine mentre davo dei calci nello sport del Taekwondo due settimane fa e tra poco ho l'esame da bagnino da fare. Non c'è nessun modo oltre gli antinfiammatori per favorire la guarigione? L'esame ce l'ho tra una settimana e a causa dello strappo mi sono dovuta fermare dalle prove di nuoto, perciò vorrei riprendere il prima possibile ad allenarmi.

Luca, lunedì 20 febbraio 2017 alle10:38 ha scritto: rispondi »

Salve,vorrei sapere come uscira dalla mia situazione in quanto 3 anni fa' in palestra durante il riscaldamento,ho sentito uno strappo nella zona inguinale,nessun dolore solo un fastidio...per un periodo non ho dato peso al problema,ma poi ho fatto ecografie che non hanno evidenziato nulla,risonanza idem,sono andato in un centro di fisioterapia e per 6/7 mesi ho fatto ultrasuoni,laserterapia e tecar con esercizi una volta alla settimana dal fisioterapista,apparentemente sembrava tutto andare bene..ma poi quando ho alzato pesi mi sono sentito di nuovo la zona inguinale e la fascia muscolare addominale cedere,sentendo di nuovo l'infiammazione sia nella parte inguinale destra che negli aduttori della gamba.Sono andato da un osteopata molto bravo,dove per 5 mesi mi ha fatto massaggi e fare esercizi a casa per rinforzare la parete addominale...ma puntualmente quando alzo pesi anche di 15 chili,l'infiammazione riesce.Poiche' ho una piccola punta d'ernia (non operabile secondo il chirurgo )..cosa devo fare ? a chi posso rivolgermi per superare il problema ? sono 3 anni che convivo con questa infiammazione inguinale. Grazie Luca

Andrea , sabato 24 settembre 2016 alle10:06 ha scritto: rispondi »

Per guarire dovete stare per almeno 4-5 settimane a riposo sennò si può aggravare e così si può essere a rischio di ernia che semmai bisogna avere un intervento chirurgico... andate dal medico di fiducia e ditegli come avete fatto e quale sport così vi farà fare esercizi per vedere di cosa si tratta io sono stato operato di ernia e sono entrato alle 9 e sono uscito alle 14 non molto doloroso... dopo la 3 settimana si può iniziare a fare piccoli esercizi per riprendere i muscoli che sennò si indeboliscono e si addormentano comunque niente paura guarirete e rimarrete come prima senza alcun problema

Sandra, giovedì 16 giugno 2016 alle12:57 ha scritto: rispondi »

Da molto tempo ho fastidio all'inguine dx quando cammino o alzo la gamba. Ho la sensazione che mi si siamo "accavallati" i nervi ed avverto anche una specie di scatto. Di cosa potrebbe trattarsi? A chi devo rivolgermi? Grazie

Genny, martedì 14 giugno 2016 alle16:39 ha scritto: rispondi »

Salve ho un trauma distorsivo tendine adduttore lungo della coscia oltre al riposo quali sono gli esercizi o pomate per una ripresa corretta grazie anticipatamente

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