Fra tutte le operazioni necessarie al bucato, stendere i panni è forse una delle attività che si prende più sottogamba. Il poco tempo a disposizione, la noia di eseguire un’operazione ripetuta per decine di maglie e pantaloni, le vere e proprie lotte con lo stendino: tutto sembra essere troppo complesso per ottenere un buon risultato. Eppure, il modo con cui si stendono i panni non solo permetterà di mantenere a lungo la qualità dei vestiti, ma agevolerà anche notevolmente la fase di stiratura.

Sono molti i consigli e i rimedi fai da te che, soprattutto dall’universo dei ritrovati delle nonne, possono agevolare una procedura tanto noiosa. Quali sono, di conseguenza, i consigli fondamentali per stendere i panni? Di seguito, una raccolta dei più comuni.

Proteggere i colori

Il primo obiettivo da raggiungere quando si stendono i panni è, come facile intuire, quello di proteggere i colori. L’esposizione agli agenti esterni, in particolare alla luce diretta del sole, può infatti accelerare il processo di scolorimento dei tessuti, soprattutto se di tinte scure.

Il passo più naturale da intraprendere è quello di stendere ogni indumento al rovescio. Inoltre, per tessuti molto delicati, è consigliato coprire il tutto con panno morbido e asciutto che permetta un’evaporazione dell’acqua in penombra. Molto utile può essere anche un lenzuolo, da stendere per tutta la lunghezza dello stendino, a copertura dei propri panni.

Preparazione e mollette

Prima di stendere l’ultima fatica della lavatrice, è necessario sbattere ogni singolo indumento. In questo modo, non solo si accelererà il processo d’asciugatura liberando il tessuto per tutta la sua lunghezza, ma si agevolerà anche la successiva fase con il ferro da stiro. Chi ben stende, in altre parole, è a metà dell’opera quando si dovrà stirare.

Particolare attenzione va riposta alle mollette, poiché possono lasciare segni poco gradevoli, seppur momentanei, sugli indumenti. Bisogna preferire esemplari dalla presa non troppo stretta, di legno o in plastica a seconda dei tessuti. Le mollette in plastica, in particolare quelle a molla, sono generalmente più delicate poiché esercitano una pressione minore sulla stoffa. Per le t-shirt, inoltre, le mollette potranno essere fissate a livello delle ascelle, dove eventuali residui non risulteranno comunque visibili.

Pantaloni, gonne e camicie

Per ottenere un risultato prive di antiestetiche pieghe, molto importante è anche la modalità con gli abiti verranno stesi. Pantaloni e gonne vanno sempre appesi dalla vita, preferibilmente fissando le mollette in parti facilmente mimetizzabili del tessuto, quali quelle in prossimità dei passanti delle cinture.

Le camicie sono invece il vero incubo di chiunque faccia il bucato poiché, oltre a essere particolarmente complesse da stirare, segni e residui delle mollette sono sempre ben evidenti. Un buon consiglio può essere quello di stendere tali indumenti sfruttando una gruccia, possibilmente in legno, affinché la camicia mantenga la sua forma. È quindi consigliato mantenerla abbottonata, un fatto che agevolerà il successivo passaggio con il ferro.

Maglioni e altri tessuti

Grande attenzione è necessaria per la fase d’asciugatura dei maglioni, sia in cotone che in lana. Questi abiti, infatti, possono perdere facilmente la loro forma originale, diventando così inutilizzabili. Il consiglio più indicato è quello di stendere in orizzontale i capi, ad esempio sulla parte superiore dello stendino dopo aver posizionato una salvietta o un panno morbido. Appendere i maglioni, invece, aumenta la probabilità di deformazioni.

Infine, slip e biancheria intima dovrebbero essere appese sempre dalle cuciture dalla vita, per minimizzare i segni delle mollette, mentre pizzo, uncinetto, seta e altri tessuti preziosi dovrebbero essere fatti asciugare all’interno per evitare che il vento ne allunghi le fibre.

25 luglio 2015
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