In occasione delle festività natalizie, una pianta diventa protagonista di tutto il mese di dicembre: la Poinsettia, conosciuta ai più come Stella di Natale. Grazie al rosso intenso delle sue foglie, questa pianta originaria del Messico è da diversi decenni rappresentativa del Natale, nonché una delle varietà più donate in questo periodo. Elegante ma delicata, come coltivarla in vaso oppure in giardino?

Prima di cominciare, è bene specificare come la Stella di Natale sia una pianta dalle necessità di cura abbastanza elevate: non capita di rado, infatti, che a seguito delle festività natalizie la pianta muoia o smetta di fiorire, poiché chi l’ha ricevuta in dono non può provvedere alle condizioni climatiche e nutritive di cui l’esemplare ha bisogno. Per questo, prima di lanciarsi nella coltivazione, è bene chiedere consiglio al proprio negozio di botanica di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare la Stella di Natale

L’Euphorbia pulcherrima, nota comunemente come Poinsettia o Stella di Natale, è una pianta ornamentale appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae. Originaria del Messico, è stata importata negli Stati Uniti nel 1825, per poi espandersi in tutto il mondo. Scelta come uno dei simboli del Natale, in natura la pianta può raggiungere anche i quattro metri d’altezza, ma normalmente si mantengono delle coltivazioni molto più ridotte in vaso. Caratterizzata da grandi foglie verdi, a disposizione a cespuglio, a renderla immediatamente riconoscibile sono le sue brattee, ovvero le foglie modificate di intensa colorazione rossa che sottendono delle piccole, e graziose, inflorescenze. Nella gestione della Poinsettia, tuttavia, bisogna sempre prestare il massimo dell’attenzione: all’interno dei rami e del tronco vi è una sostanza lattiginosa, che può essere irritante per la pelle e tossica per gli animali domestici quali cani e gatti. Per questo, soprattutto nel periodo natalizio, è bene esporre la pianta in stanze o su mobili non facilmente raggiungibili non solo dagli amici a quattro zampe, ma anche dai bambini.

Il clima ideale è quello temperato, tendente al fresco, con una media di 10-15 gradi centigradi. La pianta, infatti, pur non amando le gelate non sopporta le temperature troppo elevate. Inoltre, l’esposizione deve essere lontana da fonti di calore dirette. Per quanto riguarda la luce solare, è necessario provvedere a un sapiente equilibrio tra illuminazione e buio. Essendo una specie che si coltiva maggiormente in casa, la pianta è frequentemente esposta all’illuminazione elettrica, un fatto che potrebbe ritardarne la fioritura e mantenerne le foglie sempre verdi. Per ovviare al problema, si può esporre la pianta alla luce solare di giorno, per poi coprirla di sera e di notte.

Il terreno preferito è leggero, sabbioso, altamente drenante e ben concimato. La pianta, infatti, necessita di una fertilizzazione sovente, da effettuare inizialmente con concimi organici, per poi proseguire con un’annaffiatura rinforzata ogni quindicina di giorni.

Le richieste d’acqua non sono eccessive e, naturalmente, variano a seconda del periodo dell’anno: il riferimento, di conseguenza, sarà sempre l’aridità del terreno. Non bisogna mai esagerare, però, poiché l’eccesso di acqua può portare facilmente allo sviluppo di malattie fungine.

Coltivazione in vaso e in giardino

La Stella di Natale è una pianta che cresce efficacemente in vaso e, data la sua prevalenza come ornamentale indoor, difficilmente è coltivata in giardino. Questa seconda possibilità, tuttavia, non è impossibile, soprattutto se si mantengono le giuste necessita climatiche e si provveda a una buona gestione dell’alternanza tra luce e ombra.

Il primo passo è quello di predisporre adeguatamente il contenitore che conterrà la pianta: sul fondo bisognerà adagiare un letto di ghiaia e cocci, affinché si favorisca il deflusso dell’acqua, per poi riempire il tutto con del terriccio leggero, sabbioso, ben drenato e adeguatamente fertilizzato.

Di norma, la Poinsettia viene acquistata in piantine di anno in anno, di cui poi effettuare un trapianto se desiderato. Una delle modalità più diffuse per la moltiplicazione, tuttavia, è quella della talea: i semi, infatti, non sempre sono fertili e non permettono la propagazione delle caratteristiche genetiche delle meravigliose ibridazioni disponibili sul mercato. Prima di effettuare l’operazione, però, è necessario dotarsi degli strumenti giusti, nonché operare in piena sicurezza: indispensabile l’uso dei guanti, così da non entrare in contatto diretto con l’irritante lattice, ma anche ricorrere a coltelli e cesoie particolarmente affilati: più il taglio è netto, minore è la fuoriuscita della sostanza lattiginosa. La talea può essere effettuata a partire dalla primavera fino a giugno, scegliendo un rametto apicale e tagliandolo di netto: l’operazione provocherà, come già ricordato, la fuoriuscita del lattice, che potrà essere bloccata sulla pianta con dell’acqua tiepida oppure della polvere di carbonella. Anche sulla talea sarà necessario provvedere alla stessa operazione, poiché è necessario bloccare lo sgorgare delle sostanze interne affinché il rametto possa mettere radici: a questo scopo, utile è inserire il ramo in un bicchiere d’acqua calda per diversi minuti. Dopodiché, si inserisce la talea in un letto di torba e sabbia, a temperature mediamente intorno ai 18 gradi, e si attende pazientemente lo sviluppo dell’apparato radicale prima di trasferire la pianta nella dimora definitiva.

Tra le pratiche cicliche, oltre alla fertilizzazione, è necessario posizionare la pianta in un ambiente dalla media umidità. L’eccesso d’acqua, tuttavia, potrebbe danneggiare l’apparato radicale e afflosciare le foglie. Inoltre, bisogna prestare attenzione a muffe e parassiti, come la botrite.

5 dicembre 2015
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