Produrre energia elettrica grazie alla forza del mare. Una fonte rinnovabile ancora poco sfruttata, ma che secondo il Dipartimento dell’Energia a stelle e strisce potrebbe garantire agli USA ben il 15% del fabbisogno energetico entro il 2030. Nel futuro delle centrali elettriche americane sembra ci saranno anche onde, correnti marine e altre modalità di sfruttamento dell’acqua come fonti “verdi”.

L’intenzione di puntare decisi sull’energia delle onde viene riportata nei due documenti diffusi dal Department of Energy, il “Mapping and Assessment of the United States Ocean Wave Energy Resource” (Mappatura e valutazione delle risorse energetiche delle onde oceaniche) e l’ “Assessment of Energy Production Potential from Tidal Streams in the United States” (Valutazione del potenziale energetico garantito dalle correnti marine negli Stati Uniti).


Dagli studi risulta come, a fronte di un consumo medio annuo di 4.000 TWh, l’energia teoricamente ottenibile dal moto marino equivarrebbe a circa 1.420 TWh. Realisticamente però la misura potrebbe essere inferiore, fino a rappresentare quel 15% di cui sopra. Nel corso dell’anno, fanno sapere dal Dipartimento dell’Energia, verranno rilasciati ulteriori valutazioni e precisazioni riguardo le possibili applicazioni e risorse utilizzabili.

Il DOE sembra puntare in maniera decisa su questa fonte energetica, come dimostra l’inserimento del Marine & Hydrokinetics Atlas (MHK Atlas) nel National Energy Renewable Laboratory (Laboratorio nazionale delle energie rinnovabili).

31 gennaio 2012
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