Modificare la ripresa con lo sviluppo della Green Economy. Dai lavori della IV edizione degli Stati Generali della Green Economy è emersa soprattutto la fotografia di un mondo, quello delle imprese green, che ha saputo opporsi alla crisi economica con maggiore efficacia rispetto alle aziende tradizionali.

A presentare le proposte elaborate durante le sessioni tematiche degli Stati Generali della Green Economy, all’interno della cornice riminese di Ecomondo 2015, il Direttore Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Raimondo Orsini.

Dopo la presentazione dei dati è stato proiettato il videomessaggio del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Claudio De Vincenti, che ha affermato:

Ci attende Parigi 2015, un momento di confronto internazionale decisivo sulla strada della lotta al cambiamento climatico. Sul tappeto alcune tematiche fondamentali, su cui dobbiamo costruire una convergenza internazionale.

Abbiamo adottato alcune misure che vanno nella direzione delle raccomandazioni del Consiglio Nazionale, misure concrete che segnalano un’attenzione del Governo allo sviluppo della green economy.

In particolare nella legge di stabilità abbiamo introdotto il prolungamento dell’eco bonus per la riqualificazione energetica degli edifici privati, le risorse destinate alla riqualificazione delle scuole e di altri edifici pubblici a valere sui fondi europei, gli incentivi alle imprese per progetti di efficientamento energetico e di eco-innovazione, gli strumenti di supporto per le start up e le Pmi. Sono tutte misure specifiche all’interno però di una strategia complessiva.

De Vincenti è poi intervenuto in materia di semplificazione e obiettivi UE per il clima, sottolineando come:

Semplificazione degli iter procedurali in tema di autorizzazioni. Questo è un punto molto importante, perché noi riteniamo che iter più semplici siano anche più trasparenti e più controllabili. L’accumularsi di passaggi burocratici e di regolamenti è dove spesso si annida la possibilità di violare le regole. Connesso con la necessità di snellire le procedure è quello di adeguare fino in fondo il nostro Paese alle normative europee. Dobbiamo superare l’abitudini di aggiungere norme e vincoli al di là delle regole europee.

Dobbiamo promuovere il raggiungimento degli obiettivi UE per il clima al 2030 promuovendo contempo la competitività dell’industria europea. Se non troviamo questo equilibrio le produzioni saranno delocalizzate al di fuori dell’UE dove le norme sono meno rigorose. È un interesse ambientale mantenere in Europa produzioni che rispondano alle normative ambientali europee.

Di seguito le proposte elaborate durante le sessioni tematiche degli Stati Generali della Green Economy 2015, suddivise in relazione alle diverse aree d’interesse:

Eco innovazione e start up

  1. Incentivare eco innovazione delle imprese;
  2. Istituire agenzia nazionale per l’uso efficiente delle risorse;
  3. Supportare le start up e le PMI innovative green.

Capitale naturale e contabilità non finanziaria

  1. Dare concreto avvio al comitato per il capitale naturale;
  2. Limitare il consumo di suolo;
  3. Potenziare i pagamenti per i servizi eco-sistemici (PES).

Energia e clima

  1. Varare un piano d’azione nazionale e una riforma della governance per l’energia e il clima;
  2. Avviare una riforma della fiscalità ecologica, introdurre una tassa sul carbonio e riallocare gli incentivi dannosi per l’ambiente;
  3. Cambiare passo sull’efficienza energetica rafforzando e innovando i meccanismi di supporto esistenti.

Agricoltura e alimentazione

  1. Sostenere gli obiettivi del manifesto della Green Economy per l’agroalimentare;
  2. Rafforzare la spinta all’occupazione giovanile in agricoltura.

Gestione e tutela delle acque e dissesto idrogeologico

  1. Coordinare le misure contro il dissesto idrogeologico con il piano di adattamento climatico;
  2. Integrare gli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico con le infrastrutture verdi;
  3. Rafforzare il coinvolgimento dei soggetti attivi nelle politiche per il territorio e le acque.

Materiali, rifiuti ed economia circolare

  1. Razionalizzare e semplificare il contesto normativo
  2. Migliorare i sitemi di gestione dei rifiuti
  3. Promuovere l’economia circolare.

Mobilità sostenibile

  1. Dare priorità alle infrastrutture per la mobilità urbana;
  2. Adottare nuovi piani per la mobilità urbana sostenibile (PUMS);
  3. Supportare la sharing mobiliti con la detrazione fiscale.

Fondi europei

  1. Rafforzare l’indirizzo green nell’utilizzo dei fondi europei;
  2. Realizzare una piattaforma tematica per l’utilizzo in direzione green dei fondi europei.

4 novembre 2015
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