Il 6 e il 7 novembre a Rimini nel contesto di Ecomondo, si terranno gli Stati Generali della Green Economy del 2013. A deciderlo il neonato Consiglio Nazionale della Green Economy, con tanto di avvallo dell’attuale Ministro per l’Ambiente Corrado Clini.

L’obiettivo, come recita un recente comunicato stampa è ambizioso: lanciare un nuovo Green New Deal per l’Italia. Data l’estrema fragilità della situazione politica italiana, forse alcune parti del comunicato possono sembrare anche troppo ottimistiche:

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Il Consiglio nazionale della green economy, formato da 61 organizzazioni di imprese, ha rivolto un saluto al nuovo Parlamento auspicando che assuma le iniziative necessarie per affrontare le crisi (economica,sociale e ambientale) che colpiscono il Paese con misure congiunte, concrete e incisive.

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Lo stesso Clini, al momento, non può essere garante politico certo vista l’ormai prossima scadenza del suo mandato. Il suddetto Consiglio, però, unisce una sessantina di sigle fra aziende e associazioni. Normale che cerchi, allora, di dettare una linea e fare azione di lobby. Gli Stati generali si comporranno di 3 diversi appuntamenti, spalmati nei due giorni:

  1. la prima sessione, il 6 novembre mattina, sarà dedicata, con relatori europei e internazionali, alle condizioni e proposte per un Green New Deal;
  2. la seconda sessione, il 6 pomeriggio, con relatori qualificati e con dibattito, sarà dedicata al tema” Le iniziative locali e regionali per un green New Deal “;
  3. la terza sessione,nella mattinata del 7 novembre, sempre con relatori qualificati e dibattito, al tema” Strumenti e misure economiche e fiscali per un Green New deal in Italia”.

Ben 10 gruppi di lavoro sono già all’opera perché i risultati siano soddisfacenti e ne esca fuori una proposta politico-economica all’altezza delle aspettative.

Del gruppo, d’altra parte, fanno parte nomi di assoluto rilievo sul piano nazionale: GIFI (gruppo imprese fotovoltaiche italiane), Kyoto Club, APER (associazione produttori energie rinnovabili), Confagricoltura, ANEV (associazione nazionale energia del vento), Assobioplastiche, AIAB (associazione italiana per l’agricoltura biologica), Federpern (federazione produttori idroelettrici). Esternamente sembra difficile capire come fare a mettere d’accordo tutte queste “teste”, ma aspettiamo il Consiglio alla prova dei fatti.

5 aprile 2013
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