Stati Generali della Green Economy, il messaggio di Napolitano

Settanta proposte green per uscire dalla crisi economica e ambientale che affligge l’Italia. È il contenuto del “Programma di sviluppo di una green economy” elaborato dagli Stati generali della green economy, attualmente riuniti a Rimini in occasione di Ecomondo 2012. Sono 39 le associazioni di imprese attive nell’ambito dell’economia verde italiana che, in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e il ministero dell’Ambiente hanno elaborato le 70 proposte green.

Otto le aree tematiche in cui sono organizzati gli interventi consigliati:

  1. Misure generali per una green economy: accesso al credito per le imprese verdi, consapevolezza dei cittadini, acquisti verdi, etc.
  2. Sviluppo dell’ecoinnovazione: promozione della ricerca, partenariati tra imprese e università, etc.
  3. Sviluppo dell’ecoefficienza, del riciclo e della rinnovabilità dei materiali: riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclo, etc.
  4. Sviluppo dell’efficienza e del risparmio energetico: miglioramento degli standard minimi di legge per l’edilizia, immobili a “energia quasi zero”, efficienza dell’illuminazione pubblica, etc.
  5. Sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili: semplificazione burocratica, superamento del sistema degli incentivi, promozione delle rinnovabili termiche, etc.
  6. Tutela e valorizzazione dei servizi degli ecosistemi: valorizzazione delle città e delle aree protette, bonifiche, etc.
  7. Sviluppo delle filiere agricole di qualità ecologica: promozione del biologico, informazione dei consumatori, tutela del suolo agricolo e forestale, etc.
  8. Sviluppo di una mobilità sostenibile: trasporto pubblico, telelavoro, biocarburanti.

Il rapporto degli Stati generali della green economy riassume inoltre il quadro di riferimento internazionale, a partire dalle elaborazioni dell’UNEP, dell’OCSE e dell’Unione Europea fino alla Conferenza di Rio+20, con lo scopo di inquadrare le proposte in una base riconosciuta da importanti istituzioni internazionali. Spiega Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile:

L’Italia è un Paese dove è necessario un maggior sviluppo di un’eco-innovazione made in Italy che darebbe una forte spinta a incrementare il cambiamento e a combattere la rassegnazione al declino, è un paese che paga una bolletta energetica salata e che importa gran parte dell’energia che consuma, dispone di un’industria manifatturiera che avrebbe vantaggio da un forte sviluppo dell’industria del riciclo, potrebbe sviluppare importanti filiere agricole di qualità ecologica.

Ronchi, il ministero dell’Ambiente e gli Stati generali della green economy hanno ricevuto un telegramma da parte del presidente della Repubblica, in cui Napolitano esprime apprezzamento per il lavoro svolto:

L’Italia può e deve, senza ulteriori esitazioni, colmare ritardi rispetto agli standard europei e darsi più validi presidi nella difesa dell’ambiente e della biodiversità, nella gestione sostenibile delle risorse naturali, nella valorizzazione del paesaggio e del territorio, nella generale adesione a comportamenti più sobri e rispettosi dell’ecosistema.

7 novembre 2012
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