Quando si parla di abbattere consumi ed emissioni in ambito automobilistico la mente non può che fare un collegamento con le propulsioni elettrica, ibrida o fuel-cell, tutte tecnologie decisamente interessanti e dal potenziale molto importante in ottica futura, ma ancora oggi limitate nella loro diffusione su vasta scala.

Proprio in attesa che le tecnologie alternative raggiungano il grosso del pubblico, le case automobilistiche si stanno impegnando nel miglioramento dei motori termici a benzina e diesel, cercando così di rendere più pulite le vetture tradizionali in attesa che la “rivoluzione elettrica” diventi effettiva.

Come altri costruttori, anche Ford sta portando avanti uno sviluppo parallelo tra tecnologia ibrida e tecnologia motoristica tradizionale, dando luogo ad un impegno che si è concretizzato finora nel recente successo dei propulsori della famiglia EcoBoost (in particolare con il compatto tre cilindri 1.0 a benzina).

L’obietto è ora estendere il sistema Start&Stop come dotazione di serie sui principali modelli della gamma e non, come avvenuto finora sul mercato interno, offerto come optional da ordinare a parte. Dagli USA arrivano infatti delle conferme sulla strategia del gruppo di Detroit, con la novità che vede il sistema di spegnimento e riavvio automatico del motore incluso nel prezzo.

Secondo Ford, l’impiego di questa tecnologia su una vettura a benzina può consentire un risparmio di 1.000 dollari sulla spesa del carburante in cinque anni, una cifra considerevole ma destinata probabilmente a salire per quegli automobilisti che guidano molto in città, dove lo Start&Stop si dimostra più efficace a causa delle continue fermate e ripartenze in coda al traffico e ai semafori.

L’accoppiata EcoBoost e Start&Stop si presenta così come un binomio destinato a diventare sempre più popolare nel mondo Ford dei prossimi anni, sia nel mercato domestico, dove le richieste del pubblico sono ancora legate a modelli pesanti e con alte cilindrate, sia in Europa, dove offrire vetture compatte, economiche e parche è sempre più una necessità.

Soprattutto per quei costruttori generalisti che intendono mantenere le proprie quote di vendita in un mercato maturo e messo alla prova da un sensibile calo della domanda.

25 novembre 2013
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