Starnutire può risultare fastidioso e noioso, una piccola anticamera di un raffreddore di stagione, di un’allergia o un colpo di freddo. Ma in qualche caso specifico assistere alla reazione fisica può risultare divertente quasi un effetto delicato, specialmente se il protagonista è un bambino oppure un piccolo cucciolo di panda. Un video dell’animaletto bianco e nero che è preda di un uno starnuto è diventato virale e famoso, raggiungendo cifre altissime di visualizzazione. Il vero quesito riguarda il resto del regno animale, come riescono a starnutire tutti gli altri animali?

Per conformazione fisica, formato e caratteristiche tecniche, la pratica dello starnuto può risultare differente per ogni specie. Ad esempio gli elefanti utilizzando la proboscide in vari modi, magari per stabilire un contatto affettivo, per trasportare oggetti, per respirare, bere e anche ovviamente starnutire. L’effetto è proporzionato al formato maxi, quindi anche lo starnuto risulterà sonoro, vibrante e con relativa perdita d’acqua. Ma se ad emetterlo è un piccolo cucciolo, l’effetto sarà comunque adorabile e simpatico. Del resto il meccanismo della respirazione accomuna tutti i mammiferi, uomo compreso, a dispetto del formato l’irritazione ai polmoni deve comunque trovare uno sfogo e una via d’uscita. Perciò lo starnuto può risultare liberatorio e simile, con le dovute distinzioni in base alla stazza dell’animale.

Gli starnuti nel regno animali, le differenze

Le iguane espellono il sale marino attraverso le narici o le ghiandole nasali, l’effetto è molto simile a uno starnuto. Anche balene e delfini utilizzano lo sfiatatoio per respirare buttando fuori l’acqua, una sorta di starnuto tecnico che consente loro di immagazzinare ossigeno. Lo stesso vale per il cane e il gatto che possono starnutire: se l’evento è occasionale probabilmente l’animale deve solo liberare le vie respiratorie. Una soluzione rapida all’irritazione momentanea, oppure reazione emotiva di eccitazione. Se invece la situazione persiste è importante effettuare un controllo veterinario per accertarne la causa reale.

Lo starnuto è quindi una reazione fisiologica piuttosto diffusa che coinvolge tutti gli animali, dalle scimmie, alle tigri, ai cavalli: ognuno di loro reagisce in modo personale ma l’effetto è quasi sempre lo stesso. L’obiettivo è quello d liberare le vie respiratore, in particolare le cavità nasali. Il gesto può apparire singolare e buffo, a volte davvero atipico se ripetuto in sequenza. Può colpire per la sua particolarità provocando un moto di empatia e dolcezza nei confronti dell’animale colpito. Alcune volte, invece, lo starnuto è un gesto necessario, in particolare in concomitanza con temperature esterne elevate. La reazione dello stesso serve a rinfrescare l’aria in corpo, a trovare refrigerio eliminando l’eccesso di calore.

Non è chiaro invece se gli insetti possano o meno starnutire. Secondo Allen Gibbs, un entofisiologo che lavora all’Università del Nevada a Las Vegas, l’aria passa attraverso il loro sistema respiratorio ma non è certo che possa uscire sotto effetto starnuto. Questa particolare reazione fisica accomunerebbe di fatto tutti i mammiferi, ma anche altri animali di specie differenti. L’emissione dell’aria attraverso il naso e la bocca può raggiungere velocità molto elevate, ad esempio nell’uomo può giungere ai 180 Km/H fino ai 320 Km/H. L’atto sarebbe dato da un riflesso delle fibre del nervo trigemino che si attiverebbero tramite la stimolazione data da corpi estranei.

29 luglio 2015
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