Trascorrere troppo tempo seduti dopo i 60 anni può aumentare il rischio disabilità. A sostenerlo uno studio pubblicato da Dorothy Dunlop, prof.ssa di Medicina presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago, secondo cui una vita troppo sedentaria durante la terza età raddoppierebbe il rischio di sviluppare deficit motori.

Secondo quanto riferisce l’autrice principale dello studio, troppe ore di vita sedentaria porterebbe a conseguenze sulla mobilità degli individui in misura crescente, rispetto al numero di ore trascorse da seduti. I risultati sono stati ottenuti analizzando i comportamenti dei volontari grazie all’utilizzo di un accelerometro, un misuratore dell’attività fisica, dal quale è emerso come lo svolgimento di esercizio fisico in età avanzata può non rappresentare una soluzione di per sé efficace. Come spiega la stessa Dunlop:

Se si prendono due donne di 65 anni che trascorrono lo stesso tempo praticando esercizio fisico e presentano lo stesso profilo clinico, se la prima è sedentaria per 12 ore al giorno le sue possibilità di sviluppare disabilità sono del 6%. Se l’altra persona con lo stesso profilo clinico trascorre 13 ore al giorno seduta le sue possibilità di diventare disabile salgono al 9%.

Sì confermato per lo svolgimento di esercizio fisico, ma con la necessità di accompagnarlo a una maggiore mobilità durante la giornata, conclude la professoressa Dunlop:

Questo significa che gli adulti più anziani hanno la necessità di ridurre l’ammontare di tempo trascorso seduti, che sia di fronte alla televisione o al computer, questo malgrado svolgano moderata o intensa attività fisica.

20 febbraio 2014
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