Stapelia: come coltivarla

Tra le numerosissime piante grasse scelte a scopo ornamentale, la stapelia rappresenta un’alternativa originale e dagli splendidi fiori. Sebbene ne esistano le più differenti varietà, questa succulenta si caratterizza solitamente per i suoi splendidi e carnosi fiori a stella. Ma quali sono le caratteristiche di questo vegetale e, soprattutto, come coltivarlo in casa o in giardino, per abbellire e decorare un piccolo spazio verde?

Così come già accennato, esistono molte varietà di stapelia, dalle diverse peculiarità d’adattamento al clima. Pur trattandosi di una pianta grassa, e quindi solitamente facile da gestire nel tempo, è sempre indicato chiedere consiglio al proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia, per verificare la compatibilità con il proprio luogo di residenza.

Stapelia: cosa sapere prima di coltivarla

Stapelia

Wikipedia

Per Stapelia si intende un genere di piante succulente appartenente alla famiglia delle Asclepiadaceae, quest’ultima costituita da oltre 60 specie diverse. La pianta è originaria dell’Africa meridionale, dove cresce rigogliosa anche spontaneamente, sebbene oggi sia coltivata pressoché in tutto il mondo, soprattutto nelle nazioni del clima mite o tendente al caldo.

Il linea generale, queste succulente presentano dei fusti eretti, tali da ricordare lontanamente alcune varietà di cactus, di intenso colore verde. Con la crescita, questi fusti sviluppano diverse ramificazioni, dalle quali ciclicamente si formano dei caratteristici fiori. Questi ultimi presentano cinque lobi, tanto da ricordare una stella, e possono essere lunghi e sottili oppure estesi e molto vistosi. Alcune varietà vengono anche chiamate “piante della stella marina”, poiché la loro forma, nonché i fiori carnosi e ruvidi, ricorda proprio questo abitante dei mari.

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Prima della coltivazione, è bene sapere che diverse specie di stapelia producono un odore sgradevole durante la fioritura, simile alla carne putrefatta: questa conseguenza è dovuta alla presenza di alcune speciali sostanze. Queste ultime sono funzionali ad attirare gli insetti, necessari per l’impollinazione. Per scegliere un alternativa priva di questo fastidioso effetto olfattivo, è consigliato chiedere consiglio al proprio fornitore di botanica di fiducia.

La stapelia ama un clima mite e temperato, meglio se con una buona esposizione solare durante la giornata, e comunque con la colonnina di mercurio mai sotto i cinque gradi nel corso delle stagioni più fredde. Il terreno deve essere morbido, tendente al secco e molto drenante: la pianta non gradisce i ristagni d’acqua e, trattandosi di una succulenta, non necessita di annaffiature eccessive. Durante l’estate, nel periodo di massima fioritura, si dovrà tuttavia garantire un apporto superiore d’acqua rispetto alle più classiche piante grasse.

Coltivazione in vaso o in giardino

Stapelia

Quasi tutte le varietà di stapelia possono essere efficacemente coltivate in vaso o in giardino, purché vi sia una temperatura adeguata e una sufficiente esposizione solare. In caso si scegliessero esemplari dal caratteristico e sgradevole odore, la dimora all’aperto risulterà praticamente una scelta obbligata.

È necessario predisporre un contenitore o una dimora definitiva adeguata: sul fondo andrà adagiato un letto di ghiaia e cocci, o di palline d’argilla espansa, per aumentare le capacità drenanti del terreno. Il terriccio, allo stesso tempo, dovrà essere morbido, tendente al secco o anche mediamente sabbioso, affinché tutti i residui d’acqua possano essere facilmente smaltiti.

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La stapelia può essere coltivata a partire dai semi, di piccole dimensioni e dotati di una sorta di peluria affinché possano essere trasportati dal vento. Le modalità più diffuse sono però quelle della talea o della moltiplicazione dei cespi, poiché permettono alla pianta di attecchire più facilmente, il tutto mantenendo le sue caratteristiche genetiche. L’operazione viene di solito eseguita in primavera, con temperature sopra i 13-15 gradi, in vista della successiva fioritura estiva.

Tra le opere di manutenzione, una concimazione ciclica anche con concime organico, il rinvaso quando la pianta supera in altezza i 30 centimetri e il controllo di alcuni parassiti, come la cocciniglia. Nelle fasi di travaso, è bene verificare lo stato delle radici, poiché possono marcire velocemente in presenza di troppa acqua.

22 aprile 2018
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