Una madre e le due figlie di Tottenham, nel nord dell’Inghilterra, sono state accusate di negligenza e di detenzione di un cane in condizioni di sofferenza. L’animale di nome Akita, di razza Staffordshire Bull Terrier, è stato trovato in uno stato di deperimento prossimo alla morte.

Rinchiusa in una stanza, con il pavimento ricoperto di feci e senza la possibilità di cibo e di una passeggiata, la cagnolina si era ridotta a masticare la plastica della sua cuccia fatiscente. Completamente affamata cercava sostentamento ingurgitando i bordi del suo letto, condizione tristemente comune a molti cani reclusi senza cibo.

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L’animale era di proprietà di una delle due ragazze e del suo ex fidanzato, ed era giunta in casa loro appena la coppia si era detta addio. Poche cure e interesse nei confronti del cane avevano fatto si che finisse relegato in una stanza chiusa, maleodorante e asfissiante. Nel tempo di un mese Akita aveva perso metà del suo peso, perché del tutto ignorata dalla famiglia.

In suo soccorso era giunto un ispettore della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA), il quale aveva forzato la resistenza della famiglia per mettere in salvo il cane. I veterinari avevano constatato il peso esiguo di Akita, solo 5,7 kg, e la presenza di plastica nell’intestino e nelle feci. Se fosse rimasta all’interno della stanza probabilmente sarebbe morta.

Ora Akita ha una nuova casa e una famiglia più attenta, infatti ha già recuperato peso e forze raggiungendo i 10,65 Kg. Le tre donne sono state condannate a pagare 100 sterline di spese giudiziarie. La diretta proprietaria di Akita è stata condannata a 12 settimane di reclusione, sospese in funzione di 200 ore di lavoro socialmente utile non retribuito. Le è inoltre stato vietato il possesso di un cane per 5 anni.

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A sua sorella, incinta di quattro mesi, è stata ingiunto l’obbligo di risiedere per 12 mesi in comunità. Monitorata elettronicamente ogni giorno, con relativo coprifuoco. Stessa sorte per la madre, la quale dovrà svolgere 150 ore di lavoro non retribuito.

23 gennaio 2013
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I vostri commenti
Mediterranea Ro, martedì 7 maggio 2013 alle15:55 ha scritto: rispondi »

Che Dio li fulmini questi assassini.

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