Lo squalo o pescecane rientra nel famiglia corposa dei Selachimorpha, ovvero dei pesci predatori cartilaginei. Le 500 specie che compongono il folto gruppo dei cacciatori dalla mascella robusta, e dalle dimensioni consistenti, possiedono una respirazione specifica, ovvero attraverso una serie di fessure branchiali. Il formato può variare da quello più piccolo dello squalo nano a quello dello squalo balena. Il corpo è ricoperto da scaglie particolari note come dentelli dermici, molto simili a piccoli dentini cutanei che conferiscono all’animale la tipica ruvidezza. Questa particolarità può risultare utile come forma di difesa ulteriore quindi favorisce il movimento acquatico, che diviene così più veloce e silenzioso.

Lo squalo possiede un numero elevato di denti, compresi quelli di riserva che subentrano se quelli ufficiali cadono o si rompono. La maggior parte di loro si nutre di carne, in particolare pesce, tranne quelli dal formato maxi che prediligono il plancton. Sono molto ambiti per la loro carne e la caccia ne sta pregiudicando la sopravvivenza della specie. La sua estrema curiosità lo spinge a muoversi per i mari, avvicinandosi alle prede oppure a ciò che attira il suo interesse. L’uomo è compreso nella lista ma, a dispetto della sua nome, lo squalo attacca solo se si sente minacciato. Spesso si accosta per comprendere la vera natura dell’oggetto che attrae la sua curiosità e, se non rientra nel suo menu, si allontana.

Squalo: forma fisica e carattere

Il re dei mari possiede un corpo affusolato con testa appuntita e mascella possente. Come anticipato respira grazie alle aperture branchiali poste ai lati della testa, quindi si muove con il supporto di due pinne dorsali, due pettorali, due pelviche, una pinna anale e una pinna caudale. Quest’ultima è maggiormente più ampia nella parte superiore rispetto all’inferiore. Lo squalo si muove con un perfetto binomio di spinte e forza azionate dalla pinna caudale e da quelle pettorali, mentre l’equilibrio è garantito dal movimento di tutte le altre. La presenza di uno scheletro cartilagineo ne consente uno spostamento molto più fluido ed elastico, mentre la testa è supportata da tessuto osseo che ne conferisce resistenza e potenza. Inoltre la parte appare elastica e spugnosa così da attutire i colpi. A differenza dei colleghi degli oceani non possiede la vescica natatoria, ma galleggia grazie al fegato e alla presenza dell’olio squalene, che migliora il galleggiamento, quindi si affida anche alla presenza della coda per spingersi verso le profondità.

Come ogni animale, anche lo squalo possiede un proprio carattere, alcuni esemplari possono risultare più tenaci e impavidi. Altri invece più timidi, riservati e discreti. L’indole legata all’attacco è data dalla necessità di monitorare e proteggere il territorio. Solitamente non attacca se non si sente minacciato, ma è bene non confonderlo per non richiamare la sua attenzione. In alcuni mari è indispensabile fare attenzione mentre ci si immerge: lo squalo potrebbe scambiare l’uomo per una preda o un pesce e attaccarlo.

I sensi e l’orientamento

Il senso più diffuso è l’olfatto, che questo grande animale utilizza come vera e propria bussola, così da orientarsi all’interno dei mari alla ricerca delle prede e dei percorsi da seguire. Anche l’udito è piuttosto sviluppato mentre la vista risulta più efficace nelle profondità degli abissi, dove lo squalo si muove con più sicurezza protetto dalle oscurità.

13 gennaio 2016
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