Squalo: vita e abitudini del sovrano del mare

Animale antichissimo e sovrano dei mari, lo squalo affonda le sue radici nel passato, fino a 400 milioni di anni fa. Con il termine squalo si possono identificare tutti i Selachimorpha, cioè un superordine di pesci cartilaginei predatori. Il gruppo è molto corposo e conta la presenza di ben 500 specie differenti, ma accomuniate da similitudini e caratteristiche standard. La misura può variare da esemplari di soli diciassette centimetri ad altri lunghi venti metri. Possiedono un corpo snello con muso affusolato, una pinna dorsale triangolare e appuntita, pinne pettorali e pelviche, nonché una caudale utile per nuotare.

Lo scheletro è cartilagineo, più leggero e agile nel movimento, con una mascella massiccia fusa nel cranio e con mandibola mobile. Sul muso la cartilagine appare spugnosa e flessibile, utile per gli impatti contro le prede. Sono pesci in prevalenza carnivori, con alcune specie che si nutrono solo di plancton. La dentatura, molto forte e salda, varia in base al tipo di alimentazione. È composta da circa quattro file di denti che, con il tempo, prendono il posto dei precedenti.

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La pelle è liscia, elastica e resistente: una condizione fisica che facilita la velocità in acqua, ma comunque ricoperta da dentelli dermici, cioè scaglie placoidi. Queste creano una sorta di corazza esterna utile per l’ancoraggio dei muscoli, ma che limita l’attrito con l’acqua favorendo una idrodinamicità senza pari. Respirano con le branchie, che risultano disposte in fila sulla parte posteriore della testa, con uno sfiatatoio tra gli occhi che agevola l’ingresso in mare. L’acqua ricca d’ossigeno passa attraverso la bocca e viene filtrata tramite le branchie, una condizione che avviene sia a riposo che in movimento. Non possedendo la vescica natatoria, galleggiano grazie allo squalene, che svolge il ruolo di fegato. Per impedire che questo procedimento venga interrotto, causando la morte dell’animale per soffocamento, lo squalo non dorme mai. Si muove quindi perennemente, entrando in una fase di sonno parziale, dove riposa solo una parte del cervello, seppur gli occhi rimangano aperti e il corpo continui a muoversi.

Curiosità e abitudini

In media uno squalo può vivere anche trenta anni, ma lo spinarolo può giungere fino ai cento e lo squalo balena può addirittura superare questo limite. Nonostante sia a capo della catena alimentare del mare è comunque, a sua volta, una preda per alcuni coccodrilli, orche e principalmente dell’uomo. Nonostante la nomea di animale temibile, lo squalo non attacca l’uomo volontariamente, se non istigato. La richiesta di pinne e parti del suo corpo ne sta però pregiudicando la sopravvivenza, limitando drasticamente la presenza dello stesso nell’ecosistema.

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Possiede sensi molto sviluppati e un olfatto fortissimo, in grado di captare sangue e prede anche a distanze lontanissime. Il gusto è affidato ai bottoni gustativi presenti dentro la bocca e sulla pelle che la circonda, quindi una vista molto limpida anche nelle profondità del mare e un udito fino. Lo squalo può contare anche sulla linea centrale, un senso presente sottopelle lungo il corpo, che gli permette di avvertire le vibrazione date dai movimenti in acqua. Ancora l’elettroricezione, data da alcuni ricettori presenti sui pori del muso noti come ampolle di Lorenzini. Si tratta di un’insieme di sacche con celle piene di gel elettro-conduttivo, collegate ai pori attraverso dei mini tubi, in grado di individuare i campi elettromagnetici e il potenziale energetico delle prede.

La fase di corteggiamento e fecondazione risulta elaborata, sebbene differisca in base alla specie. Vengono comunque prodotte un massimo di dodici uova, mentre i cuccioli possono nascere in modi differenti. Le uova si schiudono nel grembo materno nutrendo i piccoli attraverso un cordone ombelicale (specie vivipare), oppure vengono deposte nell’ambiente protette da un contenitore resistente noto come borsello delle sirene (specie ovipare), dove poi vengono alla luce. Esiste tuttavia una terza via, dove i piccoli crescono nutriti dal tuorlo dell’uovo materno, dal sacco vitellino e da fluidi prodotti dalle ghiandole della parete dell’ovidotto, dove il piccolo si forma e cresce (specie ovivipare). La struttura fisica degli squali è infine rimasta invariata negli anni: quelli attuali sono identici agli esemplari di millenni fa.

4 settembre 2017
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