Lo squalo balena è considerato il più grande squalo esistente: scoperto nel 1828, fu localizzato per la prima volta lungo le coste del Sudafrica. La forma fisica è quella del predatore dei mari ma dal formato molto più largo, con un dorso più appiattito, una bocca ampia e con la testa smussata. L’animale può misurare dai quattordici ai venti metri, pesare mediamente diciotto tonnellate fino a un massimo di trentaquattro. La colorazione del corpo è caratterizzata da una parte inferiore bianca, mentre il resto della cute presenta piccole sporgenze a scacchiera con elementi bianchi sopra una colorazione blu-verde. L’animale vive in tutti i mari tropicali dove il clima è più temperato, dove può trovare più facilmente il cibo di cui si nutre come ad esempio plancton, pesce azzurro, gamberetti e calamari. Per cibarsi avvicina la bocca alla superficie marina ingoiando l’acqua e filtrandola.

A dispetto del formato è un animale del tutto innocuo per l’uomo, ma è anche un essere solitario che si muove autonomamente nei mari e si sposta solo durante il periodo degli amori. Può raggiungere i 60 anni ma può vivere anche fino ai 100 anni di età. La sua indole pacifica non gli permette di contrastare apertamente il pericolo maggiore: l’uomo. Lo squalo balena è ancora oggi molto cacciato per la sua carne considerata ottima sia cotta che cruda, in particolare le pinne, ma anche il fegato da cui si produce un olio industriale. L’animale viene impiegato anche nella medicina tradizionale cinese. Questo genere di cattura e uccisione sta incidendo sulla sopravvivenza della specie. La IUCN Red List infatti lo ha inserito nella lista delle specie vulnerabili a rischio estinzione.

Squalo balena: i pericoli per la sopravvivenza

Fino a pochissimi anni fa, per gli studiosi, imbattersi in un esemplare dal grande formato era semplice e naturale. Ma negli ultimi decenni anni le dimensioni degli squali balena ancora vivi pare non superi i sette metri di lunghezza. Animali troppo giovani e inesperti per sopravvivere ma anche, e principalmente, per riprodursi e prolungare la specie. Sono considerati gli esemplari più grandi del mare eppure, da qualche tempo, se ne sono perse le tracce. Anche il loro habitat e il raggio di azione si è notevolmente ridotto, tanto da poterli intercettare solo nel Pacifico orientale.

Uno studio condotto dall’ecologa marina Ana Sequeira della University of Western Australia, e dai suoi colleghi, ha cercato di far luce sulle usanze e abitudini di questi grossi animali. Non è ancora chiaro perché questi si riuniscano nelle acque superficiali in gruppi conosciuti come aggregazioni costiere, ma è evidente la riduzione del loro formato. Le dimensioni massime, come anticipato, raggiungono solo i sette metri come diretta conseguenza di una caccia e pesca sconsiderata. Nonostante in alcuni paesi sia un esemplare protetto, molti muoiono perché uccisi accidentalmente, oppure vittime innocenti della pesca di frodo. Una teoria alternativa si basa sull’idea che invece gli squali balena dal grande formato preferiscano le profondità marine alle aggregazioni costiere, ma altri studiosi sostengono invece un declino inesorabile della specie. In numero e dimensione sempre minore, nonostante le accortezze e le normative per permettere una proliferazione serena e naturale.

21 aprile 2016
Lascia un commento