Spumante e champagne per mantenere in salute la propria memoria. Contro Alzheimer e altre malattie degenerative del cervello che minacciano i processi cognitivi la soluzione potrebbe trovarsi in un bicchiere di “bollicine”. A sostenerlo il professor Jeremy Spencer, che insieme a un gruppo di ricercatori dell’Università di Reading (UK) ha presentato uno studio sugli effetti che queste bevande alcoliche avrebbero nel combattere la demenza e il deficit cognitivo e mnemonico.

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A proteggere in modo naturale le funzioni cognitive e la memoria spaziale è l’acido fenolico, contenuto soprattutto nelle uve nere e in particolare in quelle di qualità Pinot Noir e Pinot Meunier. Tre bicchieri di spumante o champagne a settimana sono la ricetta fornita dal professor Spencer, che consiglia il ricorso costante a questo rimedio, sempre senza esagerare, già intorno ai quarant’anni:

La demenza probabilmente inizia intorno ai quarant’anni, prosegue verso gli ottant’anni. Si tratta di un declino graduale, per cui più precocemente si assumono questi composti contenuti nello Champagne, meglio è.

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La ricerca ha preso il via da precedenti studi della Reading sui benefici per la salute delle funzioni cognitive apportati dal consumo di vino rosso. In entrambi i casi merito attribuito agli antiossidanti e in particolar modo ai polifenoli.

Secondo i risultati dello studio i topi anziani nella cui dieta erano inserite le uve utilizzate per la produzione di champagne e spumante ottenevano percentuali di successo nei test sulla memoria spaziale molto più alte (70% contro il 50% degli altri). A breve la sperimentazione sull’uomo, segnalano i ricercatori, da realizzare su volontari in età pensionabile.

6 maggio 2013
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