Ieri in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente la Qui Foundation, onlus nata nel 2008 che si occupa di impegno sociale e solidarietà e sostenuta da QUI! Group, ha lanciato un appello agli operatori del settore della ristorazione.

L’invito è stato rivolto dalla Qui Foundation affinché coloro che possono rimettere in circolo risorse alimentari ancora in buono stato, e che possono essere consumate nelle mense caritative ad esempio, lo facciano, grazie anche all’aiuto della onlus fondata da Gregorio Fogliani.

Ad oggi lo spreco alimentare nel mondo costa 500 milioni di tonnellate di CO2, che sono destinate a crescere fino ai 2,5 miliardi entro il 2050, se ci sarà l’aumento della popolazione previsto e se si continuerà a sprecare cibo in quantità esorbitante come viene fatto oggi.

Questo secondo i dati di uno studio del Potsdam Institute for Climate Impact Research. Tra il 30% e il 40% della quantità di cibo prodotto a livello mondiale, va a finire nel bidone della spazzatura: 1,3 miliardi di tonnellate di generi alimentari, spesso ancora in buone condizioni. Gregorio Fogliani, che è anche presidente di Qui Foundation, spiega:

Solo in Italia, si sprecano 179 kg di cibo a persona all’anno, con un evidente impatto sull’ambiente dovuto allo smaltimento di rifiuti. Molto del cibo che si spreca, soprattutto nel settore della ristorazione, è ancora buono e in ottimo stato e potrebbe diventare una risorsa per chi non ha nulla.

Ecco perché la Onlus ha creato un sito dal quale è possibile creare un vicendevole contatto tra chi ha cibo in eccedenza e chi ne ha bisogno per offrire pasti gratis a persone in difficoltà. Da quando è nata Qui Foundation, che grazie al progetto “Pasto Buono” messo in piedi ha recuperato e donato 800 mila pasti, 300 mila dei quali proprio dai locali della ristorazione che hanno fatto ricorso alla sua rete.

Molto può essere fatto per risolvere questo problema, anche a livello mondiale, ma è necessario che la legge permetta di allentare la morsa che sta nella complicazione delle procedure che permettono di ridistribuire ciò che altrimenti verrebbe buttato. Per essere efficiente il sistema deve essere agile e veloce e, per lo meno a livello nazionale, per il momento non lo è.

Attualmente in Senato si sta discutendo una legge che potrebbe finalmente portare un po’ di semplificazione nel settore, la speranza è che si arrivi ad un cambiamento nel più breve tempo possibile, in modo da iniziare a limitare quanto prima questo incredibile spreco di risorse.

6 giugno 2016
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