Venerdì 12 giugno a Bologna si è svolta l’assemblea nazionale di ANFIMA (Associazione Nazionale fra i Fabbricanti di Imballaggi Metalli e Affini) durante la quale sono stati resi noti i dati per il 2014, relativi allo spreco alimentare che avviene ogni giorno nelle case degli Italiani: sono state 4 milioni le tonnellate di cibo in buono stato che sono state buttate.

Si tratta soprattutto di cibi freschi, che gli italiani consumano in maggiore quantità rispetto alla media europea: frutta, verdura, pesce e carne principalmente. Un valore economico di 8,1 miliardi di euro gettati nella pattumiera.

Eppure come risulta da un’indagine di Coldiretti/Ixé il 60% degli italiani nel 2014 ha ridotto i propri sprechi domestici. Se li riducessero ulteriormente, anche solo del 25%, si potrebbero sfamare 5 milioni di persone che nel nostro Paese devono far ricorso a pacchi alimentari o mense gratuite.

Il problema principale sembra quello di controllare le dosi, spesso viene acquistato troppo cibo che oltre un certo numero di giorni, anche se conservato in frigorifero, prima appare meno appetibile (ma può ancora essere mangiato) poi deve essere davvero buttato.

In questo caso, oltre alle buone pratiche, come fare la spesa in modo più oculato, riutilizzare gli avanzi, ridurre le quantità acquistate, porre più attenzione alle date di scadenza, dare in beneficenza il cibo in eccesso, che gli italiani hanno già cominciato a mettere in pratica, vengono in aiuto anche specifiche modalità di conservazione.

Le classiche scatolette in acciaio e alluminio permettono di conservare più a lungo gli alimenti anche senza l’aggiunta di sostanze chimiche e in dosi differenziate che possono essere scelte in base alle proprie esigenze.

Gli imballaggi metallici possono essere utilizzati per una grande varietà di alimenti e possono venire facilmente riciclati: in Europa godono del più alto tasso di riciclo tra i materiali, il 73%.

In Italia nel 2014 sono state riciclate 335.854 tonnellate di imballaggi in acciaio, il 74,3% dell’immesso sul mercato, mentre lo stesso processo hanno subito 50.200 tonnellate di imballaggi in alluminio, pari al 79,2% dell’immesso sul mercato. Si tratta inoltre di un riciclo che si può ripetere all’infinito senza produrre scarti e mantenendo alta la qualità del materiale.

15 giugno 2015
Fonte:
Immagini:
Taz
Lascia un commento