La lotta agli sprechi alimentari, una delle principali battaglie ecologiste, ieri è approdata al Senato italiano grazie alla mozione di Leana Pignedoli, vicepresidente della IX Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare. Il testo presentato dalla Pignedoli è stato approvato, confermando così l’impegno dell’Italia a perseguire gli ambiziosi obiettivi già delineati nel Protocollo di Milano, elaborato dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition.

La strada è tanto lunga e tortuosa quanto necessaria. Ogni anno nel mondo si sprecano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, una quantità decisamente intollerabile per diverse valide ragioni. La prima è senza dubbio il dispendio di risorse naturali che finisce nella pattumiera insieme al cibo sprecato. Quando si getta della carne, della frutta o della verdura anche l’acqua, l’energia e tutto il lavoro che si è reso necessario per produrla risultano spesi invano.

La seconda ragione per combattere gli sprechi alimentari è la piaga, mai curata del tutto, della fame nel mondo, che ancora oggi affligge milioni di persone, soprattutto bambini.

La mozione approvata dal Senato ieri mira ad agire in tempi rapidi, diminuendo della metà gli sprechi alimentari entro il 2020, intervendo su più fronti per colmare le lacune che portano a sprecare così tanto cibo. I primi interventi si focalizzeranno sulla filiera agricola. Molti prodotti agroalimentari restano infatti sul campo e non approdano mai al mercato. Molti altri percorrono migliaia di chilometri e non riescono ad arrivare a destinazione integri.

L’agricoltura va dunque ripensata, favorendo la filiera corta e i prodotti locali. La lotta agli sprechi alimentari prevederà campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, riforme agrarie e interventi contro la speculazione finanziaria. Inoltre, si combatteranno la fame e l’obesità, due volti della stessa medaglia: ovvero una gestione cattiva e sbilanciata delle risorse alimentari che provoca milioni di morti ogni anno in tutto il mondo.

Guido Barilla, presidente della Fondazione, ha espresso soddisfazione per l’approvazione della “mozione antisprechi”, augurandosi che:

l’Expo possa rappresentare l’occasione per mettere i grandi temi legati al cibo al centro delle agende internazionali. L’auspicio è che l’Italia sappia portare avanti questo progetto, giocando un ruolo di leadership attraverso la promozione di un accordo globale sull’alimentazione.

19 giugno 2014
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I vostri commenti
giovanni brichetti, venerdì 20 giugno 2014 alle20:57 ha scritto: rispondi »

avanti....

Silvano Ghezzo, giovedì 19 giugno 2014 alle22:59 ha scritto: rispondi »

Buonissime intenzioni, ma non vengono spiegate in pratica le strategie adottate sul "campo". Non vorrei che, come al solito , fossero solo iniziative propagandistiche. Speriamo bene ......

vito cutraro, giovedì 19 giugno 2014 alle21:34 ha scritto: rispondi »

Sono d'accordo e mi auguro che nei bandi di gara comunali si preveda il non spreco di cibo e quello proveniente da ambiti domestici vada recuperato e trasformato in biomassa da utilizzare come mangime o combustibile.

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