Gli sprechi alimentari sono una delle più grandi contraddizioni del nostro tempo. Ogni anno nel mondo finiscono infatti nella pattumiera 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, mentre 842 milioni di persone soffrono la fame. Le risorse alimentari del Pianeta sono distribuite in modo poco equilibrato, con i Paesi occidentali afflitti da malattie causate dall’eccesso di cibo, e i Paesi del Sud del mondo gravati dalla piaga della denutrizione. Mentre il Senato italiano ha appena approvato una mozione per ridurre gli sprechi alimentari, in Danimarca si attuano già piccole grandi misure concrete per arginare lo sperpero di cibo. Il marchio Refood di recente ha lanciato un’iniziativa che premia i ristoranti, gli hotel e i bar che non sprecano cibo e attuano strategie mirate per il riciclo degli scarti alimentari.

L’idea alla base del progetto nasce da un dato di fatto: i consumatori hanno il grande potere di orientare le scelte sostenibili delle imprese, privilegiando prodotti e locali ecofriendly. Il governo ha così deciso di finanziare iniziative verdi volte a certificare l’impegno delle aziende danesi, penalizzando di fatto chi resta indietro e continua a sprecare. Secondo una recente indagine, infatti, ben il 45% dei danesi preferirebbe mangiare in ristoranti che non sprecano il cibo. Sono già 100 le imprese che hanno ottenuto la certificazione Refood. Come spiega il portavoce del progetto, Jean Luc Frast, l’obiettivo è di arrivare a 10 mila aderenti entro il 2020:

Notiamo grande interesse in giro. Abbiamo molto apprezzato il fatto che una grande catena come la Scandic Hotels abbia chiesto la certificazione per tutti i suoi alberghi in Danimarca, contribuendo a incrementare la visibilità del marchio REFOOD.

Il bollino per i ristoranti che non sprecano si inserisce nel più ampio programma Danimarca senza rifiuti. Il Governo danese non ha avviato questa serie di interventi solo per ragioni etiche e ambientali, ma anche per risparmiare. Stando alle ultime stime disponibili, infatti, gli sprechi alimentari costano al Paese 16 miliardi di corone l’anno, pari a oltre 2 miliardi di euro. Se la percentuale di riciclo dei rifiuti alimentari salisse dall’attuale 23% a percentuali meno esigue, il risparmio per la società sarebbe considerevole.

27 giugno 2014
In questa pagina si parla di:
Fonte:
I vostri commenti
Silvano Ghezzo, venerdì 27 giugno 2014 alle22:51 ha scritto: rispondi »

Spero che il mancato spreco nei ristoranti non sia solo il riciclaggio degli scarti di pasti provenienti da altri precedenti clienti, come già fanno alcuni gestori. L'azione più efficace penso si debba fare sulle famiglie, ma qui ammetto l'operazione è molto più difficile. Un contributo alla soluzione sarebbe quello di rivedere la modalità formulativa delle scadenze alimentari, ma questo si scontrerebbe sulla continuità di vendita della catena produttiva e commerciale degli alimenti che ne verrebbe rallentata. Certo gli interessi "in ballo" sono notevoli, vedremo come andrà a finire......

Lascia un commento