Tra le verdure più diffuse nella cucina italiana, gli spinaci occupano di certo una posizione di riguardo. Resistenti a climi anche piuttosto freddi, sono da sempre apprezzati per il loro alto contenuto nutrizionale: ricchi di ferro e calcio, contengono molte vitamine utili all’organismo come quelle di gruppi A, B e C. Come coltivarli in orto oppure in balcone?

Prima di procedere con i consigli utili alla coltivazione, va specificato come degli spinaci esistano molteplici varietà. Queste si differenziano sostanzialmente per le foglie – crespa, liscia o allungata – e dal periodo e dalla località di semina. Per questo, farsi aiutare dal proprio negoziante di semi di fiducia potrà dipanare ogni dubbio.

Cosa sapere prima di coltivare gli spinaci

La Spinacia oleracea è una pianta erbacea della famiglie delle Chenopodiaceae, originaria dell’estrema Asia. Introdotta già dall’anno 1.000 nel Vecchio Continente, questa verdura ha subito un’estrema diffusione, tanto che oggi la si trova coltivata pressoché ovunque data anche la resistenza a climi piuttosto rigidi. Non ultimo, nell’immaginario comune gli spinaci sono associati a forza ed energia, poiché ricchi di ferro, sebbene pare non siano da soli sufficienti per l’apporto del minerale consigliato né come meri sostituti di altre fonti.

La pianta si caratterizza per una crescita a ramificazioni, da cui partono foglie dai 5 ai 15 centimetri di lunghezza, quelle che poi vengono utilizzate per l’alimentazione. Solitamente quelle più vicine al terreno sono più piccole e carnose, per contro le foglie lungo il fusto tendono a essere più delicate ed estese in grandezza. In linea generale, fatta eccezione per eventuali ibridazioni, le varietà di spinacio si distinguono proprio per la forma delle foglie: lisce ed allungate oppure frastagliate, crespe e arrotondate.

Il clima preferito è quello temperato ma tendente al freddo, normalmente compreso tra i 2 e i 21 gradi centigradi, anche se la pianta potrebbe temere i fenomeni atmosferici particolarmente intensi. Per contro, non è adatta a zone ad alto tasso di siccità né alla perenne esposizione al sole, sebbene lo spinacio abbia comunque bisogno di molta luce. In tal caso, l’annaffiatura dovrà essere abbondante e si dovranno predisporre gli opportuni ripari.

Il terreno ideale è quello ben drenato, ricco di sostanze nutritive e di consistenza media, anche con calcare di rinforzo. Per questo motivo, sono ideali i terricci concimati, il ricorso al compost sminuzzato e sarchiature frequenti. L’apporto d’acqua è importante, ma varia anche in funzione della località di semina: nelle aree a precipitazioni abbondanti, i fenomeni atmosferici potrebbero essere sufficienti a garantire l’irrigazione di cui lo spinacio ha bisogno. Infine, la pianta potrebbe soffrire la presenza di erbacce e altri vegetali infestanti, quindi utile sarà controllare di frequente l’area coltivata per strappare specie non gradite.

Coltivazione in vaso e in orto

Gli spinaci possono essere efficacemente coltivati sia in vaso che in orto, sebbene quest’ultima modalità sia più diffusa. Per giungere un buon raccolto, infatti, servono molteplici piantine: un fatto che potrebbe limitare gli obiettivi da balcone.

Il processo avviene per semina e, fatto non da poco, per un periodo particolarmente esteso durante l’anno: dalla fine dell’inverno fino all’autunno inoltrato. Incominciando dai primi giorni di marzo, si potrà continuare tranquillamente fino alla fine di ottobre, anche novembre se si vivesse in una zona particolarmente mite. Considerando, poi, come si tratti di una varietà a crescita mediamente veloce – in primavera richiedono meno di due mesi, in autunno qualche settimana in più – sarà di certo possibile di godere di più raccolti l’anno.

La predisposizione del terreno e del vaso è molto importante. Dopo la concimazione, anche con compost, si eseguono sarchiatura e zappatura per garantire una distribuzione uniforme delle sostanze nutritive. Per il balcone, invece, importante è la scelta del contenitore: meglio molto esteso, soprattutto in lunghezza. Si predispone quindi un fondo di ghiaia o cocci, per facilitare il deflusso dell’acqua, e si riempie con il terriccio senza renderne troppo compatta la superficie. In entrambi i casi, si praticano delle buche profonde pochi centimetri, si inserisce un piccolo gruppo di qualche seme, e si ricopre con del terriccio morbido inumidito. Tra una buca e l’altra è indicato mantenere una distanza di circa 20-30 centimetri. All’apparizione dei primi germogli, si rimuovono poi quelli in eccesso, soprattutto i più deboli.

Nei periodi più freddi dell’anno si può pensare di proteggere il terreno con foglie, paglia oppure con teloni in plastica preforati per orto. In quelli più caldi, invece, serviranno gli opportuni ripari dal sole. Regolarmente si dovrà verificare lo stato delle foglie, poiché spesso colpite dagli afidi, così come regolare la crescita eliminando le parti in eccesso.

28 febbraio 2015
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