Spesa, Istat: piccoli prodotti, si spende uguale per avere di meno

Non sempre quando al supermercato si vedono prodotti mantenere lo stesso prezzo nel tempo è un buon segnale, anzi. Secondo l’Istat, tante imprese utilizzerebbero un trucco per mantenere i prezzi bloccati, ovvero riducendo silenziosamente la quantità del contenuto presente nella confezione.

A renderlo noto è stato Federico Polidoro, responsabile delle statistiche sui prezzi a consumo dell’Istituto nazionale di statistica italiano (Istat), raggiunto dall’agenzia Adnkronos. Dapprima rilevato nel Regno Unito, il fenomeno (che ha preso il nome di shrinkflation) avrebbe raggiunto anche l’Italia su varie tipologie dei prodotti, soprattutto zuccheri, confetture, miele, cioccolato e dolciumi. Dove la percezione del consumatore è quella di avere dei prezzi stabili, in realtà allo stesso prezzo verrebbe offerta una minore quantità di prodotto.

=> Leggi di più sui sacchetti per frutta e verdura a pagamento

Per fare un esempio della pratica di rimpicciolire le confezioni, i consumatori oggi pagherebbero un pacchetto con 9 fazzoletti e non più 10, ma allo stesso prezzo di prima; la stessa cosa varrebbe con la carta igienica e con tanti altri prodotti comunemente parte della nostra spesa.

=> Leggi di più sull’origine obbligatoria sulle confezioni di riso

Così, se il cliente acquista dieci pacchetti avrà a disposizione novanta fazzoletti e non più cento, pagando però lo stesso importo di prima. Ciò comporterebbe un aumento del margine per le aziende produttrice, a danno dei consumatori, ma anche un’inflazione sottostimata, come dichiarato all’Adnkronos da Federico Polidoro:

La pratica di ridurre il confezionamento dei prodotti venduti al dettaglio senza una proporzionale riduzione del prezzo da parte delle imprese produttrici o distributrici può produrre effetti di sottostima dell’inflazione, che l’Istat scongiura grazie a un monitoraggio attento del fenomeno, la cui entità appare comunque limitata e la cui quantificazione esatta sarà oggetto delle future analisi.

13 febbraio 2018
Immagini:
Lascia un commento