Non sarà necessario procedere con la sperimentazione animale nei test di tossicità per l’individuazione di pesticidi, farmaci nocivi e additivi alimentari. Ad affermarlo il Dr. Ruili Huang, ricercatore presso l’Istituto Nazionale per la Salute statunitense (Nih), i cui risultati sono basati sui dati raccolti nell’ambito del progetto Tox21, nato per individuare nuove metodologie di ricerca per i test sulla pericolosità delle sostanze chimiche per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Test di successo possono essere condotti, secondo quanto affermato dall’Istituto Nazionale per la Salute USA, sulle cellule in vitro. I risultati ottenuti dalle colture di laboratorio sono di grande precisione secondo i ricercatori, seppure ulteriori analisi dovranno essere condotte per una conferma definitiva. Non si rendere pertanto necessario l’utilizzo di tecniche che sperimentazione animale.

Lo studio condotto dall’NIH è stato pubblicato su Nature Communication. I dati presentati sono stati commentati da Michela Kuan, biologa, responsabile LAV Settore Vivisezione:

L’uso degli animali a fini sperimentali, metodo mai valicato scientificamente, ha permesso di immettere sul mercato centinaia di migliaia di sostanze tossiche come pesticidi, droghe, interferenti endocrini e inquinanti. I test tossicologici eseguiti su animali hanno un “costo” elevato sia in termini di vite animali che in termini monetari.

I metodi di ricerca che non fanno uso di animali sono già la scienza del futuro e bisogna investire in questo settore per ragioni etiche, verso l’uomo e verso gli animali, e per preservare l’ambiente. Sul piano scientifico, in tossicologia come nello studio del cancro, non si conosce il valore predittivo per l’uomo dei test condotti su animali, basti pensare che la concordanza dei risultati tra ratti e topi è solo del 57%! La Sperimentazione animale ha il 92% di fallimento sull’uomo: ciò comporta una crescita vertiginosa dei costi per la ricerca.

29 gennaio 2016
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LAV
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