Un italiano su due è favorevole ai test sugli animali a scopo di ricerca e cura, mentre l’80% è contrario all’impiego nella cosmesi. È questa l’ultima inchiesta sulla sperimentazione animale, argomento che nelle ultime settimane è balzato con prepotenza sui media nazionali, tra le opinioni di favorevoli contrari. A spiegarlo un’indagine Ipsos condotta in questi primi giorni di gennaio su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini, poi presentata all’interno del convegno “Sperimentazione animale, diritto alla conoscenza e alla salute” della Commissione Sanità del Senato.

I recenti dibattiti sull’opportunità di ricorrere alla sperimentazione animale, sfociati anche in accesi litigi sui social network, hanno solleticato l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema. E mutano le opinioni rispetto al passato: in confronto al 2011, quando il 41% degli intervistati si diceva convinto della possibilità di sostituire i test animali con la tecnologia biomedica, vi è un calo di 11 punti percentuali. All’aumentare dell’informazione, sia pro che contro la sperimentazione, aumenta anche la sua accettabilità: la porzione di cittadini convinti che i test siano legittimi sale infatti dal 49 al 57%.

Come facile attendersi, simili risultati hanno sollevato reazioni sia concordi che opposte. Tra i favorevoli alla sperimentazione animale si trova il Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, che ricorda come questa pratica sia al momento ancora necessaria seppur nel massimo rigore per il benessere degli animali, almeno finché non emergeranno dei metodi alternativi realmente validi. Di avviso simile Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri, il quale sottolinea come la sperimentazione in vitro non possa oggi sostituire quella animale. Infine l’Accademia dei Lincei, preoccupata che le proposte di modifica alle normative in materia non siano dettate da preoccupazioni culturali e scientifiche, bensì da spinte politiche o populiste.

Sul fronte degli oppositori alla sperimentazione, invece, a esprimersi è la LAV. Il Presidente Gianluca Felicetti concorda con il Ministro Lorenzin sulla necessità di trovare metodi alternativi al ricorso agli animali in laboratorio, ma ribadisce come il decreto oggi alle Camere sia lontano da quei punti di tutela previsti dall’articolo 13 della legge delega europea. Si deve fare quindi di più affinché l’orientamento voluto dall’Europa venga rispettato, soprattutto in merito all’esclusione di alcune specie animali e gli obblighi relativi ad anestesia e scelta degli esemplari.

15 gennaio 2014
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I vostri commenti
Gifh, venerdì 17 gennaio 2014 alle14:17 ha scritto: rispondi »

Eh, certo un sondaggio commissionato da chi non riesce e non vuole fare a meno della sperimentazione animale non poteva mica fornire risultati sconvenienti. Per fortuna che l'europa è meno bigotta e prima o poi bandirà queste pratiche tribali in favore delle alternative.

Carla, venerdì 17 gennaio 2014 alle11:27 ha scritto: rispondi »

Noto, non senza dispiaciuto disappunto, che anzichè progredire civilmente ci stiamo imbarbarendo tornando indietro rispetto alle piccole graduali conquiste faticosamente fatte. Che dire ? Il quadro che sta apparendo è da sconforto più totale...

simone, giovedì 16 gennaio 2014 alle9:57 ha scritto: rispondi »

Il 50% favorevole è solo male informato perché non sa che la sperimentazione sugli animali è perfettamente inutile e inoltre chi può decidere che sia giusto sacrificare altri esseri viventi per far sopravvivere una sola stirpe, quella umana. Mi fa un bel po' schifo questa cosa!

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