Spende 19.000 dollari per un trapianto di rene al suo gatto

Le patologie renali sono purtroppo abbastanza diffuse fra i gatto anziani, tanto da rappresentare una delle principali cause di decesso nella terza età felina. Una giovane proprietaria statunitense, però, non ha voluto arrendersi al progredire della malattia e, senza alcun ripensamento, ha deciso di investire 19.000 dollari per sottoporre il suo amato micio al trapianto di rene.

Il tutto è successo a Baltimora e vede come protagonista Stanley, un gatto di 17 anni da tempo affetto da una forma grave d’insufficienza renale. Una patologia che non avrebbe lasciato molto scampo al felino, se non con un costoso trapianto di rene. Una scelta tutt’altro che semplice per molti proprietari, costretti a decidere se sottoporre l’amico domestico a un intervento tanto invasivo, investendo quantitativi considerevoli di denaro. Ma non per Betsy Bond, così come riporta La Stampa, pronta a spendere 19.000 dollari per il suo amato gatto nonostante un reddito lordo annuale di 46.000 dollari.

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Unito requisito, oltre al pagamento della costosa parcella veterinaria, l’adozione del gatto donatore, quest’ultimo proveniente da un rifugio locale: una possibilità che la proprietaria ha accettato di buon grado. E così Stanley è stato sottoposto al delicato trapianto, tornando presto in forma e riprendendo le sue normali attività.

La proprietaria ha spiegato come, essendo cresciuta insieme al felino, lo percepisca come un vero e proprio membro della famiglia, alla stregua di un fratello. Grazie alla complessa operazione, l’animale può ora sperare di vivere per altri tre anni, con un rene nuovo e liberato dai rischi di una pericolosa insufficienza:

Stanley è tornato in salute e sono contenta che stia di nuovo bene. Ora c’è una grande possibilità possa vivere almeno fino a 20 anni.

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Sui social network la notizia è stata colta con un certo stupore, tra chi si complimenta per il coraggio della proprietaria e chi, invece, ricorda come purtroppo si debba accettare che gli amici domestici siano molto meno longevi rispetto all’uomo.

6 marzo 2018
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