Specie a rischio clonate in Brasile

Sempre più specie animali sono a rischio d’estinzione, anche degli esemplari ritenuti erroneamente comuni, come si nota in gallery e in un articolo di qualche tempo fa. Dove non arriva la natura con la sua capacità riproduttiva, però, potrebbe arrivare l’uomo: in Brasile sta per iniziare un progetto di clonazione delle specie a rischio.

Il tutto avviene nella riserva naturale di Cerrado, dove sempre più animali – soprattutto grandi canidi – stanno scomparendo nonostante l’area non sia sottoposta a bracconieri e caccia. Le attività dell’uomo, il surriscaldamento globale e l’inquinamento hanno negli anni degradato l’habitat naturale degli animali, impedendo la loro naturale abilità all’accoppiamento e alla sopravvivenza.

Sono otto le specie che verranno sottoposte a test preliminari, per capire se l’ipotesi della clonazione possa essere una valida alternativa alla loro scomparsa certa. Già 420 campioni di tessuti sono stati estratti dal crisocione, una sorta di iena sudamericana, dalla scimmia leontocebo dalla groppa rossa, dal canide speoto, dal procione coati, da due varierà di tamandua, dal cervo sudamericano e dal bisonte. In totale, questi animali contano meno di 13.000 unità in tutto il Sudamerica.

Il progetto è condotto dalla Embrapa, l’agenzia brasiliana per la ricerca agrofaunistica, e dal dipartimento di biologia dell’Università della Virginia. Ian Harrison, un ricercatore coinvolto nello studio, ha spiegato come la clonazione sia davvero l’ultima spiaggia, non vi sono altre possibilità:

«La clonazione è uno strumento da ultima spiaggia, ma può avere valore per alcune specie. Sperimentare già da ora, anche con specie che non sono a rischio immediato, è davvero importante.»

13 novembre 2012
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