In un momento critico per l’economia mondiale, in cui dalle più grandi compagnie alle più piccole aziende soppesano con attenzione le proprie attività al fine di ridurre i costi superflui, finalmente con un occhio di riguardo anche alla tutela dell’ambiente, McAfee ha realizzato uno studio sul consumo energetico generato dai milioni di email contenenti spam che ogni giorno invadono i computer di tutto il mondo.

L’azienda, che tra i suoi prodotti vanta una delle suite di protezione più utilizzate in assoluto, ha preso in esame nel dettaglio tutto il processo che porta i tanto fastidiosi messaggi nelle nostre caselle.

Partendo dalle operazioni necessarie alla raccolta di indirizzi da “bombardare”, passando per la loro catalogazione e distribuzione, per finire con l’invio dell’email vera e propria, ogni singolo step ha ricevuto una valutazione.

Il risultato finale evidenzia che a consumare più energia (circa l’80% del totale) è l’azione dell’utente finale che, una volta ricevuto lo spam nonostante i filtri automatici in funzione su server e client di posta, si trova costretto ad analizzare “a mano” ogni singolo messaggio per decretarne o meno l’eliminazione.

In cifre, a livello di impatto ambientale, ogni anno lo spam consuma 33 miliardi di KWh, l’equivalente di circa 2,4 milioni di abitazioni, generando le medesime emissioni nocive di 3,1 milioni di automobili.

16 aprile 2009
Lascia un commento