Dopo le prime bocciature ottenute al Servizio del Bilancio del Senato, il provvedimento 91/2014, il cosiddetto “spalma incentivi“, contenuto nel Decreto Competitività, va incontro ad una nuova fase: quella delle proposte per la rimodulazione.

Una delle alternative già prospettare era stata l’emissione di bond da parte del GSE (Gestore Servizi Energetici), al fine di alleggerire la componente A3 della bolletta, più volte e da più parti criticata negli anni scorsi, per il peso degli incentivi al fotovoltaico. Proposta da Confindustria, aveva inizialmente avuto ben tre emendamenti a favore, provenienti dai partiti della maggioranza.

Nonostante questa alternativa secondo i calcoli porterebbe maggiori risparmi rispetto allo spalma incentivi, e sia sostenuta da un gruppo nutrito di investitori, è stata ostacolata a causa del forte rischio che comporterebbe, per l’aumento del debito pubblico. Questo sostengono Bankitalia, Istat e Ministero dell’Economia e delle Finanze, in accordo con Massimo Mucchetti, capogruppo PD e relatore del decreto.

La proposta di Mucchetti sarebbe invece quella di una cartolarizzazione, affidata però ad un soggetto diverso dal GSE. Da altri esponenti del PD sono arrivate altre ipotesi: il senatore Tommaselli opta per due possibilità, entrambe volte a non penalizzare le realtà più piccole del settore delle rinnovabili. La prima consisterebbe in un’estensione della Robin Tax, tassa che prevede un addizionale Irpef del 5,5%, anche a tutte le aziende che lavorano in questo comparto, purché abbiano ricavi superiori ai 300 mila euro, con reddito imponibile superiore a 30.000 euro. La seconda prevederebbe, come alternativa al taglio dell’8% per chi non volesse aderire alla spalmatura in 24 anni degli incentivi, riduzioni proporzionate alle dimensioni degli impianti: del 3% per gli impianti da 200 kW a 500 kW, del 4,5% per quelli da 500 kW fino a 1 MW e del 6% per gli impianti di potenza superiore a 1 MW.

Le commissioni Industria e Ambiente del Senato finora hanno prodotto un numero elevatissimo di emendamenti al controverso articolo 24, che oggi saranno nuovamente discussi.

21 luglio 2014
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