La battaglia legale di assoRinnovabili contro lo Spalma Incentivi prosegue. L’associazione da mesi denuncia l’incostituzionalità delle nuove norme. L’obbligo di spalmare gli incentivi per il fotovoltaico su un periodo più lungo, infatti, colpisce i produttori in modo retroattivo. In questo modo lo Stato, secondo assoRinnovabili, viene meno al contratto siglato con i gestori degli impianti.

Ma l’associazione si batte anche per far valere i diritti delle aziende non fovoltaiche, anch’esse obbligate alla rimodulazione degli incentivi. I gestori che usufruiscono di forme di incentivazione come i certificati verdi, le tariffe premio o le tariffe onnicomprensive sono costretti ad aderire alla “spalmatura” nel caso in cui il periodo di erogazione dei sussidi termini dopo il 31 dicembre 2014.

Una costrizione che assoRinnovabili reputa inaccettabile, soprattutto alla luce del fatto che chi rifiuta di aderire al nuovo sistema non potrà più godere di alcuna forma di incentivazione per i 10 anni successivi. Come ha sottolineato Agostino Re Rebaudengo, presidente di assoRinnovabili:

In altre parole, si tratta, come nello Spalma Incentivi obbligatorio, di una norma retroattiva che cambia significativamente le regole del gioco, introducendo gravissime penalizzazioni. Non si comprende come possa essere definita una disposizione volontaria.

L’associazione annuncia un’azione legale collettiva da presentare al Tribunale Amministrativo per chiedere l’annullamento delle misure contenute nel Decreto Ministeriale 6 novembre 2014, relative allo Spalma Incentivi volontario per le rinnovabili non fotovoltaiche. Intanto assoRinnovabili ha già presentato ricorso al TAR contro la norma Spalma Incentivi per il fotovoltaico.

Alla class action hanno aderito oltre 1.100 produttori fotovoltaici. La causa è stata sposata anche da Confagricoltura. AssoRinnovabili si mostra fiduciosa sull’esito del procedimento, citando il successo ottenuto dai produttori rinnovabili bulgari in una battaglia simile:

La recente sentenza della Corte Costituzionale Bulgara, che ha annullato una tassa retroattiva del 20% sui ricavi degli impianti fotovoltaici ed eolici, dimostra che la certezza del diritto non può essere stravolta: siamo sicuri che anche la Corte Costituzionale Italiana giungerà alle medesime conclusioni.

11 dicembre 2014
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