È nota sin da tempi antichi per le sue proprietà ed è, ancora tutt’oggi, uno dei rimedi naturali più impiegati in alcune parti del mondo. La spaccapietra, un’erba rustica che cresce a ridosso di massi e similari, può manifestare alcune peculiarità utili per l’organismo. Quali sono i benefici, quali gli usi e, ancora, quali le controindicazioni?

Prima di cominciare, è bene sottolineare come anche i rimedi naturali possano essere soggetti a controindicazioni ed effetti collaterali, anche di rilevante entità. Per questo motivo, è sempre necessario vagliare il parere del medico, il quale sarà in grado di individuare il percorso di cura più adatto in relazione alle condizioni del paziente e alla presenza di eventuali disturbi pregressi. Le informazioni di seguito riportate, perciò, hanno un carattere unicamente illustrativo.

Spaccapietra: cosa è?

La Ceterach officinarum è una felce appartenente alla famiglia delle Aspleniaceae, nota anche come il nome di cedracca, erba spaccapietra, erba ruggine oppure semplicemente spaccapietra. Originaria dell’Europa Centrale, e oggi diffusa in quasi tutti i continenti, questa pianta prende il suo nome sia dal suo habitat di crescita che dalle proprietà attribuite nei secoli al suo impiego. La felce cresce infatti in mezzo alle rocce, approfittando delle fessure naturali delle stesse, tanto da ergersi su grandi massi. Allo stesso tempo, la definizione di “spaccapietra” deriverebbe anche dalla capacità del rimedio di sciogliere, o quantomeno ridurre, i calcoli renali.

La pianta si caratterizza per dimensioni contenute, per un altezza compresa tra i 6 e i 20 centimetri, nonché per delle foglie allungate, lanceolate, resistenti e di un intenso verde lucido. Le foglie racchiudono e proteggono i sori, dei sporangi riproduttivi, di intenso colore marrone quando maturi. La pianta è pressoché ubiquitaria in Europa e non è raro vederla su rocce, muri, ergersi fra la ghiaia o a ridosso di piccoli pendii.

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La spaccapietra è usata sin da tempi antichi come rimedio naturale, sebbene la conoscenza attuale ne determini un impiego differente rispetto a quello tipico dei secoli scorsi. Ad esempio, in passato si riteneva la pianta fosse un efficace antidolorifico per uso esterno, tanto che non solo veniva adagiata sulle aree dolenti del corpo, ma veniva anche scelta per riempire cuscini e coperte allo scopo di allontanare i malanni. Oggi, invece, è maggiormente nota per le sue peculiarità sull’apparato urinario.

Spaccapietra: proprietà, usi e controindicazioni

Così come già accennato, la spaccapietra è un’erba conosciuta sin da tempi antichi per le sue proprietà benefiche sull’organismo. Sebbene un tempo il rimedio venisse impiegato principalmente come antidolorifico, oggi è ben più noto il suo ricorso per la gestione di alcuni frequenti disturbi dell’apparato urinario. Sembra, infatti, che la pianta possa manifestare un effetto depurante dai reni sino all’uretra, riducendo le infiammazioni ma soprattutto agendo direttamente sui calcoli. Su questo fronte, il rimedio sembra sia d’aiuto per lo scioglimento e l’espulsione di calcoli di piccola e piccolissima dimensione, nonché di sabbia e calcificazioni che potrebbero depositarsi proprio a livello dei reni. Naturalmente, considerato come i calcoli siano un disturbo che richiede un intervento mirato, il parere del medico rimane irrinunciabile prima dell’assunzione.

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Ancora, a questa erba vengono associate blande capacità depuranti per il fegato, degli effetti diuretici e disinfettanti dell’intero tratto urinario, un miglioramento della digestione lenta, un lieve effetto lassativo dato l’elevato contenuto in fibre, nonché un’azione antibatterica e vermifuga a livello intestinale. Anche in questi casi, è necessario consultare il medico o lo specialista per comprendere quale sia il percorso di cura più mirato per la propria condizione.

L’erba spaccapietra è solitamente assunta sotto forma di tisana: di norma, in erboristeria sono disponibili confezioni già premisurate, con precise indicazioni d’uso. Sul fronte di possibili conseguenze non gradite, a oggi non sono note controindicazioni specifiche purché non si faccia abuso del rimedio, sebbene l’assunzione potrebbe essere sconsigliata in soggetti ipersensibili o allergici al prodotto.

5 novembre 2017
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