Se nel nostro Paese, e non solo, si sta affermando uno spirito critico nei confronti dei consumi, che sono sempre più sostenibili e green, è merito delle donne. Sembra che sia il gentil sesso ad aver compreso maggiormente l’importanza di quello che può diventare uno stile di vita. Lo dice uno studio di Beltè che ha indagato le abitudini di un campione di 1.600 donne dai 18 ai 65 anni e ha aggiunto un monitoraggio online realizzato sui principali social network, blog, forum e community.

I risultati dicono che il 71% delle donne osservate vanno alla ricerca di prodotti che siano il più possibile naturali (per il 75%), o biologici (per il 72%) o che in ogni caso determinino il minor impatto ambientale possibile (70%).

La donna tipo che sembra rappresentare il campione sarebbe una professionista, per il 79% dei casi, e una manager, nel 74%; vivrebbe principalmente a Milano (78%) e Roma (76%); avrebbe un’età che va dai 30 ai 49 anni. Donne di una certa cultura quindi, ma che possono anche permettersi una spesa “più costosa”.

Dall’altra parte ci sono le donne che lasciano l’attività precedente per dedicarsi al mondo della natura e coniugare rispetto per l’ambiente e lavoro: così il 15% delle donne nel 2015 ha aperto un agriturismo (secondo dati Agriturist), mentre il 10% (dati Vivitalia) si è dato al settore del turismo sostenibile.

Nel frattempo il biologico si conferma un settore in continua crescita, nonostante la crisi. Dati ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) indicano, per questo comparto, una crescita dell’11% nel 2014, che è passata ad un 20% nel 2015. Anche Assobio testimonia il successo che sta avendo: in particolare, a maggio di quest’anno, le vendite di cibo biologico hanno segnato un +21% nella grande distribuzione e un +13,5% nei negozi specializzati.

Ad oggi la spesa delle famiglie italiane conta mediamente un 3% di prodotti di derivazione biologica, mentre i nuclei famigliari abituati a consumare solo questo tipo di prodotti sono 4,5 milioni (il 18% del totale), un numero cresciuto del 17% rispetto all’anno scorso.

La tendenza non sembra essere però un’esclusiva italiana, anche negli Stati Uniti si sta registrando un ritorno alla “naturalness”, soprattutto da parte delle donne. Secondo la Organic Trade Association, le vendite di prodotti alimentari biologici sono cresciute dell’11% nel 2015 rispetto al 2014. Se si considerano anche i prodotti non alimentari si passa ad un 13% e le previsioni parlano di un’ulteriore crescita del 12-15% entro i prossimi 3 anni.

8 luglio 2016
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