La Commissione Europea ha emanato una Proposta di Direttiva del Consiglio che stabilisce nuovi requisiti per la tutela della salute della popolazione riguardante le sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano. L’UE, in pratica, cerca di mettere ordine a un settore molto importante ma fino a oggi assai poco controllato. Tra le motivazioni della proposta, infatti, si legge anche:

A tutt’oggi le prescrizioni relative al monitoraggio del trizio e alla dose totale indicativa di cui alla direttiva 98/83/CE non sono state applicate, in attesa dell’adozione di modifiche agli allegati II (controllo) e III (specifiche per l’analisi dei parametri)

La stessa Europa, quindi, conferma che manca un vero monitoraggio della radioattività delle acque potabili e che questo può comportare rischi per la popolazione. Eppure le leggi sul monitoraggio ci sono visto che i requisiti tecnici per la tutela della salute dei cittadini dagli effetti nocivi delle radiazioni nell’acqua potabile sono stati elaborati in via definitiva circa sei anni fa.

Secondo l’UE, quindi, occorre adottare requisiti per il controllo dei livelli di radioattività dell’acqua mediante specifiche norme statali che siano però uniformi su tutto il territorio europeo, non solo nei pressi delle centrali nucleari. In caso di “inosservanza di un indicatore parametrico”, cioè quando si sforano i limiti consentiti, lo Stato membro interessato deve stabilire se ci siano rischi per la salute umana e provvedere a ripristinare la qualità dell’acqua.

È necessario inoltre informare i cittadini in modo adeguato e appropriato sulla qualità delle acque potabili e su eventuali sforamenti dei parametri ma, dice l’Europa

Occorre escludere dal campo di applicazione della presente direttiva le acque minerali naturali e le acque medicinali, soggette a regole specifiche stabilite dalla direttiva 2009/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, sull’utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali

Ogni Stato membro, infine, deve istituire programmi di controllo per valutare se le acque destinate al consumo umano sono conformi ai requisiti fissati da questa nuova direttiva.

5 aprile 2012
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