Sostanze chimiche: alimenti e confezioni, l’allerta dei pediatri

Con i suoi 67 mila medici associati l’American Academy of Pediatrics invita le famiglie a limitare l’uso di contenitori di plastica per alimenti e il consumo di carne lavorata (insaccati e salumi) in gravidanza, con l’obiettivo di proteggere la salute dei bambini limitando loro l’esposizione alle sostanze chimiche che vengono utilizzate sia negli alimenti che negli imballaggi più comuni.

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Nello specifico si punta il dito contro alcune sostanze chimiche ritenute preoccupanti, che sono molte e solitamente impiegate nei contenitori e nei prodotti a base di carne. Soprattutto, l’associazione dei pediatri allerta su nitrati e nitriti, usati come conservanti; sugli ftalati, comuni nelle confezioni di plastica; bisfenoli, per il rivestimento di lattine di metallo che contengono prodotti alimentari; sostanze perfluoroalchiliche (PFC) usate nella carta e imballaggi resistenti al grasso, e perclorati, agenti degli imballaggi plastici:

Evitare il cibo in scatola è un ottimo modo per ridurre l’esposizione al bisfenolo in generale, ed evitare cibi confezionati e lavorati è un buon modo per evitare l’esposizione di ftalati.

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Questo il consiglio principale del dottor Leonardo Trasande, il quale invita anche le famiglie di avvolgere gli alimenti in carta oleata al posto di usare involucri in plastica, ma non solo: tra le raccomandazioni fornite, si legge che quando possibile occorrerebbe preferire il consumo di frutta e verdura, di evitare le carni lavorate soprattutto quando ci si trova in uno stato di gravidanza, di evitare di riscaldare al microonde cibi e bevande in confezioni di plastica, e infine di controllare il codice di riciclaggio sul fondo dei prodotti per evitare la plastica con i codici di riciclaggio 3, 6 e 7, che possono contenere ftalati, stirene e bisfenoli, a meno che non siano etichettati “biobased” o “greenware”.

25 luglio 2018
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