Non capita di rado, soprattutto nei periodi più stressanti dell’anno oppure in concomitanza con il cambio di stagione, di sentirsi più assonati del solito. Nonostante un riposo anche adeguato, per tutta la giornata si può percepire una certa sonnolenza, tale da rendere difficili i compiti quotidiani, siano essi domestici oppure lavorativi. Spesso accompagnata anche da stanchezza e astenia, questo disturbo può limitare fortemente la qualità della vita. Ma quali sono le cause e, soprattutto, come è possibile contrastarlo?

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Prima di cominciare, è bene sottolineare come uno stato di eccessiva sonnolenza potrebbe anche rappresentare il sintomo di patologie anche importanti, di conseguenza è sempre necessaria la valutazione da parte del medico, il quale potrà indicare i trattamenti più mirati da seguire. Le informazioni di seguito riportate, di conseguenza, hanno un carattere unicamente illustrativo.

Sonnolenza: definizione e cause

Per sonnolenza si intende, almeno in termini generici, la difficoltà nel rimanere svegli. Questa condizione può essere transitoria, ad esempio dopo una notte insonne oppure in un periodo molto impegnato della propria esistenza, oppure prolungata nel tempo, anche per diverse settimane. Il disturbo si manifesta con una stanchezza generale, anche in presenza di un buon riposo notturno, nonché confusione, difficoltà di concentrazione, irritabilità, pesantezza alle palpebre, mal di testa e molto altro ancora. È solitamente dovuta a un’importante alterazione del ciclo tra sonno e veglia, tuttavia le cause possono essere le più disparate.

Negli episodi più comuni, la sonnolenza è dovuta a una modifica del proprio stile di vita, quali l’aumento dello stress per questioni lavorative, disturbi psicologici come ansia e depressione, un’agenda troppo ricca di impegni e molto altro ancora. In questi casi, di norma la condizione si risolve agendo semplicemente sulle ragioni scatenanti. Ancora, spesso rappresenta una conseguenza di difficoltà digestive, con un afflusso di sangue maggiore a livello dell’addome rispetto al cervello, ma anche a pranzi troppo pesanti e ricchi, capaci di determinare dei picchi glicemici.

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Vi sono cause, tuttavia, anche più importanti per il disturbo. La sonnolenza può essere infatti relativa a disturbi ormonali, quali l’ipotiroidismo, ma anche a carenze alimentari, infezioni, ridotta funzione renale, diabete, anemia, sindrome premestruale, gravidanza, uso di sostanze, tumori, l’assunzione di alcuni farmaci e molto altro ancora. Proprio poiché la ragione scatenante non è mai univoca, l’intervento del medico è essenziale per diagnosticarne con certezza l’origine e procedere con il trattamento più mirato.

Sonnolenza: come contrastarla

Così come facile comprendere, l’azione di contrasto della sonnolenza dipende largamente dalle sue cause. È quindi impensabile procedere senza un’accurata valutazione: il medico curante potrebbe consigliare alcuni esami di laboratorio, per verificare eventuali carenze o condizioni pregresse, e nei casi più gravi potrebbe essere richiesta un’indagine specialistica, come lo studio del sonno in ambiente ospedaliero tramite la polisonnografia.

In caso le problematiche nel rimanere svegli dovessero derivare da una patologia pregressa, il medico elaborerà l’adeguato percorso di cura, con eventualmente l’assunzione di farmaci, integratori alimentari per le carenze rilevate nell’organismo e molto altro ancora. Se viene rilevata un’origine psicologica, invece, efficace si rivela la psicoterapia, soprattutto su ansia e stress.

Quando la sonnolenza è dovuta a ragioni meno profonde, quali uno stile di vita poco equilibrato, gli strumenti di contrasto sono di norma semplici e alla portata di tutti. A partire dalla dieta, preferendo alimenti più leggeri e di facile digestione, evitando pasti eccessivamente calorici a metà giornata e alla sera, incentivando l’assunzione di almeno cinque porzioni di frutta e verdura ogni giorno. Se dovesse essere necessario, potrà essere consigliata l’integrazione di magnesio, potassio, acido folico e altre vitamine del gruppo B dal potere energizzante, da abbinare alla consueta dieta. Ancora, utile è sottoporsi quotidianamente ad almeno 30 minuti di attività fisica, poiché riattiva la circolazione incrementando l’afflusso di ossigeno al cervello, ma anche un’esposizione solare di almeno 10 minuti per assicurare un sufficiente apporto di vitamina D.

Sul fronte dei rimedi naturali, sempre da assumere dopo aver valutato lo specialista, si tendono a preferire quei prodotti in grado di stimolare energia e grinta, come il ginseng, il gingko biloba, pappa reale e propoli, maca andina, caffè e molti altro ancora. Infine, essenziale è una corretta idratazione, con circa due litri d’acqua al giorno, per migliorare l’azione di depurazione da parte dei reni.

28 ottobre 2017
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