Mettere da parte qualche ora di sonno è possibile. Il tanto sperato annuncio arriva dai ricercatori canadesi della University of Calgary, secondo i quali dormire un po’ di più prima di una nottata in bianco ne ridurrebbe gli effetti negativi per quanto riguarda reattività fisica e cognitiva.

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Sarebbe possibile in sostanza fare “scorta” di qualche ora di sonno la notte precedente a quella della veglia forzata. Secondo gli esperti basterebbe dormire due ore in più per risultare più performanti a livello fisico, cognitivo e mnemonico anche dopo aver trascorso la nottata in bianco.

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Gli esperti canadesi hanno misurato, attraverso un monitoraggio costante, i livelli di ragionamento, di reattività fisica e di memoria di 12 adulti riposati, tenuti svegli in un arco temporale di 38 ore. L’esperimento è stato poi ripetuto dopo aver consentito agli stessi soggetti di dormire due ore in più del normale.

Quando i soggetti hanno riposato di più prima della lunga veglia i risultati ottenuti sono stati superiori, in accordo a quanto riferito dai ricercatori sull’American Journal of Sports Medicine. Un’affermazione che tuttavia non registra commenti unanimi Oltremanica. Scettico è il Professor Jim Horne, ex capo dello Sleep Research Centre presso la Loughborough University, che ha dichiarato:

Non puoi fare riserva di sonno in anticipo. Il miglior modo per recuperare da una nottata in bianco o con scarso riposo è un pisolino diurno di non più di 20 minuti.

23 gennaio 2017
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