Il songino, conosciuto anche come valerianella, è una tipologia d’insalata molto diffusa, in particolare in estate e per parte del successivo autunno. Scelta per le sue foglie piccole e consistenti, può essere anche l’abbinamento perfetto per molteplici contorni. Come coltivare la varietà, però, in orto e in vaso?

Prima di cominciare con la trattazione va specificato come la valerianella, a dispetto del nome, sia diversa dalla valeriana officinale, quest’ultima utilizzata per le sue proprietà calmanti. Entrambe fanno parte delle Valerianaceae, ma il songino è utilizzato all’unico scopo alimentare, senza scopi terapeutici.

Cosa sapere prima di coltivare il songino

La Valerianella locusta, questo il nome botanico della pianta, è un vegetale ben diffuso in tutta la zona del Mediterraneo, dove può crescere anche spontaneamente. Conosciuta normalmente come songino, può essere di regione in regione chiamata anche valerianella, soncino oppure semplicemente valeriana. Nonostante questo, così come già spiegato, non è da confondersi con la valeriana officinale. La pianta normalmente può raggiungere i 30-40 centimetri d’altezza, con foglie piccole e tonde, fusto eretto, spesso diramato e piccoli fiori bianchi o azzurri a comparsa durante la primavera. Per gli scopi alimentari, tuttavia, il periodo di coltivazione è spostato in estate e, normalmente, non si attende che la pianta produca fiori.

Il clima preferito è quello temperato, non eccessivamente caldo né estremamente freddo, per questo il songino è spesso scelto per la coltivazione in diversi periodi dell’anno. Può essere infatti seminato in primavera, quindi da luglio a ottobre e, se le caratteristiche climatiche della propria zona di residenza lo consentono, anche in inverno. Pur non disdegnando l’esposizione diretta al sole, la valerianella resiste anche in aree mediamente ombreggiate, una soluzione da adottare soprattutto in estate per evitare che la pianta fiorisca rapidamente.

Il terreno ideale è morbido, ben drenato e possibilmente arricchito con compost, altri concimi organici o coltivazioni precedenti. Rimane comunque una varietà mediamente rustica, quindi può adattarsi a terricci fra i più differenziati, purché sempre privi di ristagni d’acqua.

Le richieste d’acqua variano a seconda del periodo dell’anno in cui il songino viene coltivato, quindi aumentano progressivamente al crescere della temperatura. Il terreno sarà sempre il riferimento per l’annaffiatura: non dovrà mai risultare secco e arido, ma nemmeno troppo acquoso, per evitare i ristagni. Una lieve umidità sarà più che sufficiente. In genere, soprattutto nei mesi più caldi dell’anno, si annaffia la mattina presto, per evitare non solo una rapida evaporazione, ma anche un clima ideale per lo sviluppo di parassiti.

Coltivazione in orto e in vaso

Il songino può essere efficacemente coltivato in orto e in vaso. Quest’ultima modalità è preferita in autunno, quando la valerianella si presta alla coltivazione da bancone per garantire un inizio dell’inverno ricco di insalate.

La predisposizione del vaso è, come consuetudine, sempre molto importante. Sul fondo andrà predisposto un letto di cocci o ghiaia per favorire il deflusso dell’acqua, quindi si riempirà con del terriccio morbido, drenato e possibilmente arricchito con compost. Sarà utile quindi inumidirlo lievemente prima della semina vera e propria. In orto, invece, può essere indicata una fertilizzazione sempre con compost, anche con piccole opere di zappatura per distribuire al meglio le sostanza nutritive. Sia in vaso che in giardino la semina avviene normalmente a spaglio, oppure in file opportunamente distanziate: alla prima germinazione, si diradano le piante meno resistenti o comunque quelle in eccesso.

Il raccolto avviene quando le foglie hanno raggiunto una dimensione sufficiente, intorno ai 3 centimetri, per poter essere consumate. L’operazione è sempre progressiva: si prendono le parti della pianta di volta in volta necessarie, lasciando la base e qualche foglia per la successiva crescita. Questo sia per garantire tempistiche di raccolto più estese, che per le qualità della verdura, da gustare fresca poiché non semplice da conservare a lungo.

Tra le pratiche di mantenimento necessarie, l’eliminazione di erbacce infestanti, il controllo dell’assenza di insetti o parassiti tra cui le lumache, la predisposizione di opportuni ripari ombrosi nelle zone più calde oppure di una blanda protezione per l’inverno. Va comunque sottolineano come il songino tenda a resistere più facilmente nei climi mediamente freddi rispetto a quelli mediamente caldi.

30 maggio 2015
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