La bella stagione è ormai entrata nel vivo, grazie a lunghe giornate soleggiate nonché al gradevole aumento delle temperature. Eppure, nonostante il clima già tipicamente caldo, dal punto di vista astronomico l’estate parte ufficialmente durante il solstizio. Quali sono le caratteristiche e i significati attribuiti a questo fenomeno e, soprattutto, quando accadrà per il 2017 in corso?

Prima di cominciare, è bene sottolineare come per solstizio d’estate si intenda, in questo frangente, quello relativo all’emisfero boreale del Pianeta. Mentre nelle zone a Nord dell’Equatore si celebra l’arrivo della bella stagione, nell’emisfero australe si attendono i freddi: nello stesso giorno, infatti, si verificherà il solstizio d’inverno.

Solstizio d’Estate: definizione e date 2017

Dal punto di vista astronomico, per solstizio si intende il momento in cui il Sole, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, raggiunge il suo punto massimo o minimo di declinazione. In altre parole, durante il solstizio d’estate la stella raggiunge la sua massima altezza nell’emisfero boreale e la minima in quello australe, mentre accade l’esatto contrario durante la ripetizione invernale. Il fenomeno è dovuto dall’inclinazione dell’asse terrestre lungo l’eclittica e, come facile intuire, determina anche la giornata più lunga e quella più corta dell’anno.

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Per le zone a Nord dell’Equatore, il solstizio d’estate avviene generalmente il 21 giugno, data che ufficializza l’avvio della stagione più calda. Vi sono, tuttavia, delle piccole variazioni temporali: ogni anno, infatti, il solstizio avviene con circa sei ore di ritardo rispetto all’anno precedente. Una problematica risolta con l’adozione di un calendario bisestile ogni 4 anni, che tuttavia determina un’oscillazione del fenomeno astronomico tra il 20 e il 21 del mese.

Per il 2017, il solstizio d’estate è atteso il 21 giugno alle 04.24.

Solstizio d’Estate: il significato

Quella del solstizio d’estate è una ricorrenza da sempre molto sentita, celebrata sin dalle primissime civiltà umane. In linea generale, si tende a ritenere che il fenomeno astronomico, determinando la giornata più lunga e soleggiata dell’anno, rappresentasse per i popoli antichi l’avvio di un periodo di fertilità, benessere e ricchezza. Durante l’estate, non a caso, la vegetazione è naturalmente abbondante e i raccolti raggiungono il loro picco massimo. Allo stesso tempo, però, sembra che l’evento fosse legato anche al culto del Sole quale simbolo divino, una caratteristica spirituale diffusa in gran parte dei popoli che hanno determinato la storia dell’umanità.

Per gli Inca, ad esempio, il Sole rappresentava la divinità Inti, sovrana della Terra. Famosi per le loro attente osservazioni astronomiche, gli Inca avevano elaborato un complesso sistema di torri – chiamate Mojones – per stabilire con relativa certezza l’arrivo di solstizi ed equinozi: alcune sono giunte fino ai giorni nostri, come nei pressi di Cuzco oppure con il luogo sagro del Torreon a Macchu Picchu. Anche i Maya conferivano estrema importanza al Sole, considerato fonte di vita ed essenziale per le attività umane, e il loro famoso e precisissimo calendario ha incluso, oltre all’osservazione degli astri celesti, proprio solstizi ed equinozi. Per gli Aztechi, invece, la stella al centro della Via Lattea rappresentava un guerriero, pronto a morire ogni sera per risorgere al mattino, da alimentare con celebrazioni e sacrifici. Durante il solstizio estivo, data la più generosa permanenza in cielo, pare si tenessero grandi feste religiose.

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Il singolare e famosissimo Stonehenge, il sito archeologico in Gran Bretagna caratterizzato da grandi pietre monolitiche disposte a forma circolare, sembra servisse ai popoli antichi proprio per lo studio dei fenomeni astronomici del Sole, tanto da diventare un vero e proprio tempio.

Oggi il culto della stella continua a essere vivo in molti luoghi del Pianeta, a ogni latitudine: per gli eschimesi, ad esempio, il Sole rappresenta la vita e la Luna la morte, mentre in Indonesia è il simbolo della libertà, tanto da essere spesso simboleggiato da un uccello in volo. Per molti villaggi rurali dell’Africa, invece, la stella indica il seme fertile del Pianeta, in grado di fecondare la terra con le piogge. Nei paesi del Nord e dell’Est Europa, quali Svezia, Norvegia, Polonia, Romania, Ucraina e molti altri, il solstizio corrisponde infine con la “Notte di Mezza Estate”, collegata alla figura di Giovanni Battista.

17 giugno 2017
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