Solstizio d’estate 2018: quando è, significato e tradizioni

Giornate più lunghe, temperature elevate e sole intenso, perfetto per l’abbronzatura: l’estate sta finalmente per cominciare. Si tratta di una delle stagioni più amate, sia perché periodo più frequentemente scelto per una vacanza rilassante dopo molti mesi di duro lavoro, che per la possibilità di trascorrere gran parte del proprio tempo all’aria aperta o di assaporare le numerose golosità della natura. Eppure l’inizio della bella stagione ha una data precisa, corrispondente al solstizio d’estate: quando avviene questo fenomeno astronomico nel 2018 e, soprattutto, quali sono i significati e le tradizioni collegate all’evento?

Naturalmente, quando si parla di solstizio d’estate, si fa riferimento all’emisfero boreale del Pianeta. Nell’emisfero australe, infatti, questo passaggio astronomico segna l’inizio della stagione fredda, con il relativo solstizio d’inverno.

Solstizio d’estate 2018: come e quando

Prato in estate

Per solstizio si intende un fenomeno astronomico dovuto al movimento della Terra attorno al sole. Nel dettaglio, si tratta del momento in cui la nostra stella, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, raggiunge il punto di declinazione massima o minima. In altre parole, l’evento determina la giornata più lunga e più corta dell’anno, inaugurando rispettivamente la stagione estiva oppure quella invernale.

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In merito alla bella stagione e all’emisfero boreale – considerando come le zone al di sopra e al di sotto dell’Equatore vedano delle stagioni opposte – il solstizio d’estate avviene nel mese di giugno. La data varia però di in anno in anno, a volte cadendo il 20 e altre il 21 dello stesso mese, per via del moto della terra intorno al Sole. Ogni anno, infatti, il Pianeta accumula circa sei ore di ritardo rispetto al precedente: per questo motivo, non solo ogni quattro anni si adotta un calendario bisestile, ma anche la data del solstizio varia.

Per quanto riguarda il 2018, la data del solstizio cade il 21 giugno, con un orario per il fenomeno stimato intorno alle 10.07. Questa giornata sarà anche la più lunga dell’anno, con il Sole che tramonterà ben oltre alle 22, ovviamente in riferimento al fuso orario italiano.

Solstizio d’estate: significati e tradizioni

Horus

Così come avviene per tutti gli altri fenomeni astronomici a cadenza precisa durante l’anno – tra cui, appunto, solstizi ed equinozi – anche quello d’estate vede una lunga tradizione, radica in secoli passati e comuni a tutti i popoli e le civiltà. Tra feste e celebrazioni, è facile comprendere perché il momento sia così sentito: dopo le fatiche invernali, e la tiepida rinascita della natura in primavera, questa stagione segna la vittoria della luce sulle tenebre, l’abbondanza di nutrimento, i campi rigogliosi e la vita al suo massimo. Non a caso, nelle più svariate popolazioni il solstizio d’estate è associato ai concetti di fertilità e ricchezza. Ancora, rappresentando la giornata più lunga dell’anno, l’evento è sin da tempi remoti associato al culto del dio Sole.

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Uno dei più vividi esempi delle celebrazioni per il solstizio d’estate, rimasto pressoché intatto fino ai giorni nostri, è quello del sito archeologico di Stonehenge, in Gran Bretagna. Dalle forme circolari e realizzato a partire da pesanti pietre monolitiche, permetteva infatti alle antiche popolazioni sia di studiare il movimento apparente del Sole che omaggiare le divinità. Agli albori delle prime civiltà, ancora, il solstizio d’estate è stato particolarmente sentito dalle popolazioni del Centro e del Sudamerica. Gli Inca associavano alla nostra stella la divinità Inti, la sovrana della Terra e la protettrice di tutti gli uomini: è per tale ragione che questo popolo era solito costruire elevatissime torri, per avvicinarsi – almeno simbolicamente – alla dea. Analoghe rappresentazioni si trovano anche fra Maya e Atzechi, pronti a grandi feste per il ritorno della prosperità e dell’abbondanza tipica del Sole. L’arrivo dell’estate ha inoltre rappresentato un passaggio simbolico ed estremamente spirituale per gli Indiani d’America, mentre in Africa spicca la cultura egiziana, che ha fatto del culto del Sole – Horus – uno dei cardini della propria produzione sia spirituale che artistica.

Ai giorni nostri, le ricorrenze maggiormente impresse nell’immaginario comune sono quelle del Nord Europa, dove si celebra la figura di Giovanni Battista e la “Notte di Mezza Estate” in nazioni come Svezia, Polonia, Romania, Ucraina, Regno Unito e molti altri ancora. Grandi celebrazioni avvengono anche in Oriente, dall’Indonesia al Giappone, ma anche in Africa, dove il Sole è simbolo di vita e seme della Terra.

17 giugno 2018
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