Solo cani da rifugi e canili nei negozi di Los Angeles

Un’ottima iniziativa per la salvaguardia dei randagi arriva da Los Angeles: nella metropoli americana è infatti entrato in vigore un regolamento molto ferreo, che vieta ai negozi di animali di vendere esemplari che non provengano da canili o rifugi. Addio quindi agli allevatori commerciali, il tutto a vantaggio dei tantissimi cuccioli abbandonati ogni anno da padroni senza scrupoli.

La nuova legge municipale è nata per contrastare il fenomeno dilagante del randagismo e non coinvolge solo i cani, ma anche gatti, coniglietti e altre specie domestiche. L’obiettivo è chiaro: trovare una casa a tanti cuccioli oggi senza famiglia, agevolando lo svuotamento dei canili anziché ricorrere agli allevatori professionisti. Se i negozi di animali vorranno mettere in vendita dei cani, perciò, dovranno ritirarli presso le strutture stabilite dall’ordinanza cittadina. E dovranno sottoporsi a ferrei controlli, per provare che gli amici a quattro zampe rimangano sempre in salute e siano trattati con il massimo del rispetto.

La decisione ha colto i favori degli animalisti, anche se non mancano piccole polemiche. La vendita, infatti, non permette di stabilire se l’acquirente sia davvero adatto a custodire un cane, come invece avviene quando si sceglie un cucciolo da un rifugio o dal canile con la prassi post-affido. I controlli promessi dagli organi vigilanti, tuttavia, assicurano di far da deterrente a tutti i malintenzionati, perché saranno sempre rintracciabili e ovviamente ciclicamente contattati per verificare le condizioni del cane acquistato. Per quale motivo, tuttavia, si è deciso di penalizzare gli allevamenti? Secondo recenti indagini, pare che i cosiddetti “breeder” – gli allevamenti intensivi canini oltreoceano – siano la principale causa di animali abbandonati, soprattutto dopo le feste. Con un tasso di accoppiamento vertiginoso, questi commercianti riescono a piazzare un gran numero di cani sul mercato sfruttando le più svariate ricorrenze annuali, cani che finiscono poi per strada non appena i neopadroni si accorgono come un essere vivente a quattro zampe sia tutt’altro che un giocattolo.

I commercianti che verranno colti in flagrante dovranno pagare una multa di 250 dollari per ogni esemplare acquisito da un allevatore e rischiano, inoltre, che la loro attività venga definitivamente chiusa.

26 ottobre 2012
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