Fiere e rinnovabili. Un connubio che detto così sembrerebbe essere di “doppia crisi”. Eppure c’è chi resiste e investe. La “storica” fiera del solare, Solarexpo, dall’anno scorso ha “cambiato pelle” ed è evoluta in Solarexpo – The Innovation Cloud, la cui seconda edizione si svolgerà dal 7 al 9 maggio 2014 presso la Fiera di Milano. Si spazia adesso dalle rinnovabili elettriche alle tecnologie dell’accumulo e delle smart grid, dall’e-mobility all’infrastrutturazione energy&ICT per smart cities, dalle rinnovabili termiche a tutti i vasti campi dell’efficienza energetica. Abbiamo chiesto a Luca Zingale, direttore scientifico della manifestazione fin dalle sua nascita nell’ormai lontano 1999, di spiegarci le ragioni di questa “mutazione” e come vede, dal suo osservatorio, il futuro delle aziende e del mercato delle rinnovabili.

Serve ancora un appuntamento fieristico nel 2014, quando abbiamo una moltitudine di informazioni attraverso il web?

Non sono proprio la stessa cosa! Nessuna informazione digitale – che oggi è ovviamente imprescindibile nella fase di esplorazione – potrà mai sostituire il “vedere con i propri occhi” e il “toccare con mano”, come si può fare solo in un’esposizione fieristica. Un evento come Solarexpo – The Innovation Cloud è poi un appuntamento schiettamente business-to-business: questo è un livello di relazione nel quale ovviamente serve conoscersi di persona, stringersi la mano, fare networking di qualità, cogliere nuove opportunità da una molteplicità di stimoli. Anche qui, il web non basta proprio.  E in questi anni migliaia di aziende e decine di migliaia di professionisti italiani, europei e da un po’ tutto il mondo hanno avuto questa opportunità, come vero e proprio “motore” per il proprio business. Anche la full immersion dei tre giorni di maggio 2014 offrirà questo tipo di esperienza: con in più la valenza che deriva dalla fase di profonda mutazione dei mercati e degli scenari che attraversiamo; quando comprendere, rielaborare e condividere nuovi modelli di business è ancora più importante.

Solarexpo prima, The Innovation Cloud poi. Come mai questa evoluzione?

Solarexpo nasce pionieristicamente nel 1999: la prima fiera in Italia sul solare e le altre rinnovabili. Con l’edizione 2014 raggiunge il traguardo dei 15 anni. Con il concept dell’Innovation Cloud, partito nel 2013, abbiamo per così dire “accelerato sul futuro”: proponendo un approccio unitario a tutte le tecnologie energetiche innovative per edifici, reti e città intelligenti. E’ con questo concept nuovo che si possono dare le risposte giuste a domande nuove, che emergono da almeno tre direzioni. In primo luogo l’evoluzione delle normative: pensiamo solo alla direttiva europea sugli NZEB, gli edifici a consumo quasi-zero, che pone uno sfidante obiettivo in termini di prestazioni da raggiungere, ma non dà indicazioni preferenziali in termini di tecnologie. Vogliamo poi dar conto dell’evoluzione del catalogo tecnologico offerto dalle aziende, che è appunto sempre più diversificato. Infine le esigenze dei professionisti: sempre più alla ricerca di soluzioni integrate e di un ampio ventaglio di tecnologie da offrire ai clienti.

L’evento si distingue per un importante programma convegnistico. Da dove nasce questa scelta?

Lo consideriamo uno dei nostri punti di forza strategici, il vero DNA della manifestazione. Da sempre i convegni di Solarexpo e ora di tutto l’Innovation Cloud, con la presenza di centinaia di esperti di alto livello, italiani e internazionali, sono l’appuntamento dell’anno per tutta la comunità business e professionale dell’energia. Anche nell’edizione 2014 il programma dei convegni avrà l’ambizione da un lato di indicare alla politica una vera agenda energetica per il rilancio del Paese, e dall’altro di fornire agli operatori precisi elementi di “market intelligence”: per capire a fondo cioè le tendenze in atto, per migliorare il proprio posizionamento.

Parliamo di mercato. Come evolveranno sia i mercati internazionali sia quello italiano delle rinnovabili nei prossimi tre anni?

Grazie al boom di fotovoltaico ed eolico l’energia verde in Italia è arrivata al record di soddisfare un terzo della domanda elettrica nazionale. Adesso c’è una fase di grande rallentamento, anche aggravata dalla recessione complessiva dell’economia. Nel settore dell’efficienza energetica milioni di famiglie in questi anni hanno sfruttato le detrazioni fiscali del 55-65% e investito sulla qualità energetica della propria casa. Ma anche qui il mercato risente adesso la crisi, per le ristrettezze di bilancio delle famiglie, e ancor più per l’incertezza sul futuro. Tuttavia ritengo che, ad esempio per quanto riguarda il fotovoltaico, ci sia al momento un eccesso di pessimismo. Il settore a livello mondiale continua la sua crescita a ritmi importanti: per il prossimo anno si prevedono circa 50 GW.

In Italia crediamo che le coperture FV di edifici residenziali, ma anche commerciali e industriali (a partire dalle utenze più energivore) rappresenteranno ancora un business molto interessante, perché sono comunque disponibili le detrazioni fiscali del 50% e la grid parity diventa ogni giorno di più una realtà anche per le utenze del Nord e per quelle non domestiche. Certo, molti ostacoli normativi dovranno essere superati in questa fase post-incentivi. Penso alle disposizioni sulle reti private di utenza, sui condomìni, sui contratti di vendita di prossimità dell’elettricità: serve una completa liberalizzazione del mercato elettrico, per ora avvenuta solo a monte e non a valle. Nell’edizione 2014 manderemo un messaggio chiaro in questo senso alla politica e alle istituzioni tecniche dello Stato. Tra i comparti che vediamo in ascesa c’è poi quello della domotica, che sposa le innovazioni dell’IT e della sensoristica per gestire in modo integrato tutte le diverse tecnologie che entrano in gioco in un edificio a basso consumo energetico. In questo ambito, secondo gli analisti internazionali, la crescita mondiale del giro di affari sarà del 150% entro il 2017. Insomma è qui che emerge lo spirito di quella connessione virtuosa tra tecnologie, di cui parlavo prima, che è alla base del concept dell’Innovation Cloud.

Voi avete toccato con mano il sentiment degli operatori delle rinnovabili italiani. Cosa può dirci a proposito?

Quasi tutti gli operatori che già non si erano attrezzati sull’estero stanno attraversando una durissima fase di contrazione del fatturato. Diverse aziende stanno ristrutturando il proprio debito, altre purtroppo sono scomparse, altre stanno decidendo di uscire da questo mercato, ma altre ancora si muovono in direzione contraria, ad esempio acquisendo aziende nel settore. Tutti comunque devono ripensare il proprio business e rafforzare il loro approccio al cliente: perché è finita l’epoca di un mercato trainato dal mero sfruttamento degli incentivi. Ora si dovrà puntare a fornire servizi energetici ritagliati su misura per ogni tipo di utenza. Il mercato del solare e delle altre rinnovabili è in una fase storica di cambiamento, ed è proprio questo il momento per tutte le aziende che stanno innovando il proprio modello di business, e anche per le nuove realtà imprenditoriali in fase di start-up, per essere presenti ad un evento denso sia di contenuti che di generazione di opportunità B2B come il nostro.

14 gennaio 2014
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