La perovskite negli ultimi tempi ha rivoluzionato il panorama energetico, soprattutto nell’ambito della tecnologia solare. I pannelli solari costruiti con tale materiale hanno ancora rendimenti inferiori in termini di efficienza di conversione dell’energia, rispetto a quelli classici in silicio, anche se la tecnologia fa importanti passi ogni giorno. Per fare una valutazione globale bisogna considerare però anche l’energia impiegata per la produzione del materiale, per valutare il suo impatto ambientale dalla culla alla tomba.

Uno gruppo di scienziati della Northwestern University e dell’Argonne National Laboratory per l’U.S. Department of Energy ha portato avanti uno studio in cui hanno cercato di considerare tutti gli effetti sull’ambiente della tecnologia solare, ponendo particolare attenzione ai tempi di recupero dell’energia investita per la produzione. Lo studio è stato condotto presso il Center for Nanoscale Materials, supportato dallo statunitense DOE’s Office of Basic Energy Sciences.

I pannelli in peroskite hanno dimostrato di poter bilanciare il quantitativo di energia impiegato per la loro creazione nel tempo record di due o tre mesi, contro i due anni richiesti dai classici e più diffusi pannelli solari al silicio e comunque nel più breve tempo dimostrato da qualsiasi tecnologia solare. Questo è un fattore importantissimo da valutare, soprattutto nell’ottica di rendere i pannelli in perovskite un prodotto commercialmente diffuso.

Un’analisi completa del prodotto deve considerare però anche gli altri materiali utilizzati per la realizzazione di pannelli solari in perovskite. I ricercatori hanno considerato il ciclo di vita anche del piombo e dell’oro che vengono usati per gli elettrodi e per altre parti del dispositivo. Se il piombo può risultare tossico, l’oro ha un forte peso sull’ambiente soprattutto nella sua fase di estrazione.

Fengqi You, tra gli autori dello studio e assistente di ingegneria biologica e chimica presso la Northwestern University, spiega che:

Presto avremo bisogno di produrre un numero estremamente alto di pannelli solari. Non abbiamo tempo per tentare e fare errori in cerca del design ideale. Abbiamo bisogno di un approccio rigoroso, un metodo che consideri sistematicamente tutte le variabili.

La fase successiva dello studio andrà a scandagliare l’aspetto dei costi, ma prima che questa tecnologia venga immessa nel mercato bisognerà essere sicuri che ogni sua parte sia sostenibile. Se si riusciranno a sostituire i materiali che hanno un impatto troppo pesante sull’ambiente, i ricercatori affermano che i pannelli in perovskite potrebbero già entrare nel mercato entro due anni.

22 luglio 2015
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