L’obiettivo è sicuramente importante: abbassare i costi di produzione di energia elettrica da fotovoltaico a 6 centesimi di dollaro (circa 4,4 centesimi di euro).

Il solare low cost diverrebbe una svolta importante per il futuro del pianeta e per l’acciaccata economia americana. Si spiega, forse, in questo modo la decisione di chiamare il progetto SunShot, rifacendo il verso a quel “MoonShot” kennedyano cui si deve lo sbarco sulla luna.

Altri tempi, si dirà, ma evidentemente il tentativo di rilanciare il sogno americano da parte dell’amministrazione Obama passa anche dallo sviluppo delle fonti rinnovabili – probabilmente per diminuire la dipendenza dal petrolio estero del paese.

Si tratterebbe di un taglio dei costi di produzione del fotovoltaico del 75%, percentuale netta che renderebbe il solare una scommessa definitivamente vincente. Il progetto si articola sopra l’idea base di ridisegnare gli sforzi statunitensi sullo sviluppo del fotovoltaico in una forma più efficiente e ben finanziata. Il segretario dell’energia Steven Chu, in questo senso, ha annunciato le linee guida cui dovranno tenersi aziende e università, riassumibili in questi quattro punti cardine:

Sviluppo di tecnologie per convertire la luce in energia elettrica;
Costruzione di impianti complessivamente più efficienti;
Attenzione verso una maggiore efficienza nelle fasi di costruzione dei pannelli solari;
Finanziamento adeguato delle ricerche sul campo;

Insomma, gli USA fanno sul serio. I finanziamenti del solare ammontano a circa 200 milioni di dollari annui e solo per i progetti di ricerca e sviluppo sarà disponibile una cifra pari a 20 milioni. Spese che andrebbero davvero a buon fine se riuscissero davvero nell’intento di giungere a pannelli solari più economici ed efficienti.

10 febbraio 2011
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I vostri commenti
Guido Grassadonio, domenica 13 febbraio 2011 alle19:24 ha scritto: rispondi »

purtroppo non si può pensare di risolvere il problema, certamente disastroso, delle ecomafie decidendo di rinunciare al fotovoltaico. quello che dici, però, è sicuramente vero. Toccherà vigilare attentamente sulla serietà e legalità dei progetti via via approvati.

maria, sabato 12 febbraio 2011 alle10:49 ha scritto: rispondi »

Non vorrei cadere dalla padella alla brace! Per adesso la quantità di energia prodotta dalle fonti cosiddette rinnovabili e minima e già l'aspetto delle nostre colline è mutato.Non sottovalutiamo che gli incentivi statali fanno gola a gente non particolarmente ecologista.ciao

Guido Grassadonio, venerdì 11 febbraio 2011 alle14:21 ha scritto: rispondi »

@maria Credo che il punto non sia considerare ad impatto 0 queste tecnologie, ma paragonarle al nucleare od al termoelettrico. Certo che una politica di decrescita avrebbe risultati anche maggiori... ma i difetti eventuali di eolico e fotovoltaico non devono toglierci dalla mente quelli devastanti del termoelettrico.

maria, venerdì 11 febbraio 2011 alle11:20 ha scritto: rispondi »

Beh! Non sarà un bel mondo quando sarà ricoperto di pali che supportano un elica o dei "pannelloni"? E se un giorno si scoprirà che anche loro influenzano le variazioni del clima? Perché riscaldano, perché fanno vento,influenzano il comportamento della fauna e della flora, si scoprirà che alcuni insetti o uccelli o animaletti saranno in via di estinzione per cause da accertare perché passeranno anni prima che qualcuno sarà in grado di capire. Per adesso è colpa del "buco"

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