L’energia solare rappresenta la più grande opportunità economica dei nostri tempi. Quando si parla dei vantaggi del fotovoltaico bisognerebbe fare leva sulle ricadute occupazionali, evitando di focalizzarsi soltanto sui benefici ambientali. A sostenerlo è Shalini Kantayya, eco-attivista e regista del documentario “Catching the Sun”. Il documentario aprirà il Transitions Film Festival, in programma al Cinema Nova di Melbourne dal 18 febbraio al 3 marzo 2016 e al Mercury Cinema di Adelaide dal 20 al 29 maggio 2016.

La regista ha interpellato decine di lavoratori e imprenditori cinesi e americani che sono riusciti a realizzare i loro sogni grazie al solare. Il documentario si apre con i risultati ottenuti grazie al programma “Solar Richmond” in Virginia. Nella città americana afflitta dalla piaga della disoccupazione e dalla crisi dell’industria manifatturiera, il decollo del settore solare ha creato decine di nuovi posti di lavoro.

Centinaia di cittadini provenienti dai quartieri più poveri e senza un impiego fisso hanno ricevuto una formazione professionale, diventando installatori di pannelli fotovoltaici.

Il programma ha incrementato l’equità sociale e la qualità della vita della popolazione. Benefici tangibili che riescono a far leva sui leader politici e sull’opinione pubblica ben più dei vantaggi ambientali. Come ha sottolineato un abitante di Richmond, in alcuni quartieri disagiati non si può pensare di promuovere l’energia solare puntando sulla necessità di salvare gli orsi dal riscaldamento globale. Gli abitanti sono più sensibili alle ricadute occupazionali. Secondo Kantayya il termine “rinnovabili” dovrebbe essere utilizzato più spesso nel contesto economico:

Il programma Solar Richmond rappresenta un esempio per tutte le altre città che vogliono attuare una transizione verso un’economia rinnovabile e sostenibile.

La regista è convinta che il solare possa innescare un boom economico simile a quello avviato dall’industria automobilistica americana:

L’energia solare non fa bene solo agli orsi polari, è positiva per la classe operaia e per il ceto medio. Negli anni in cui ho girato il documentario mi sono accorta che nessuno evidenzia l’enorme impatto economico delle rinnovabili.

I tempi sono maturi per una rivoluzione solare su larga scala. Grazie agli accumulatori domestici lo stoccaggio dell’energia rinnovabile è diventato più semplice e conveniente. In Australia 1,5 milioni di famiglie hanno installato pannelli solari sul tetto. I costi del fotovoltaico industriale sono calati del 30%.

In altre parti del mondo non mancano però preoccupanti passi indietro. In Nevada i tagli agli incentivi hanno causato la perdita di decine di posti di lavoro. Anche l’industria solare britannica sta vivendo una grave crisi, a causa dei tagli ai sussidi decisi dal Governo di David Cameron.

Kantayya invita i governi a seguire l’esempio della Germania che incentiva i cittadini a immettere in rete l’energia pulita autoprodotta. Proprio i cittadini possono spingere i leader a sostenere maggiormente le energie rinnovabili per trarne vantaggi economici, sociali e ambientali.

17 febbraio 2016
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I vostri commenti
Franco Pace, giovedì 18 febbraio 2016 alle9:40 ha scritto: rispondi »

E' evidente come il sistema dei pannelli fotovoltaici sia altamente positivo per l'ambiente e per l'economia, creando nuovi posti di lavoro senza influire troppo negativamente sull'ambiente ; inoltre estrarre corrente elettrica da questi sistemi è molto semplice rispetto ad altre forme di estrazione, anche perchè il rendimento termodinamico qui è molto alto, diversamente da quello per via termica che inoltre è molto più inquinante. Bisogna continuare con la ricerca scientifica in tal senso in modo da migliorare sia le caratteristiche dei materiali usati e sia le caratteristiche del processo fotovoltaico. Distinti saluti. Ing. Franco Pace.

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