Aumentare l’efficienza della perovskite in applicazioni fotovoltaiche correggendone alcuni difetti fisici. L’idea è dei ricercatori dell’Università di Washington che, in collaborazione con i colleghi di Oxford, hanno pubblicato una ricerca sulle potenzialità di questo materiale per il settore dell’energia solare.

Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Science e condotto presso il Clean Energy Institute dell’Università di Washington, le potenzialità della perovskite in termini di efficienza energetica sono enormi.

I ricercatori hanno individuato dei difetti nei cristalli di perovskite, che se corretti a dovere potrebbero incrementare ulteriormente la conversione della luce. Utilizzando uno specifico trattamento chimico, alcuni settori interamente “difettosi” potrebbero essere stimolati, aumentando l’efficienza di ogni cristallo. David Ginger, professore di chimica presso l’Università di Washington, ha spiegato:

I risultati ottenuti in laboratorio dimostrano che gli attuali standard di conversione, considerati efficienti, sono ben lontani dai risultati che potremmo ottenere.

I difetti sono stati identificati dal gruppo di ricerca grazie al microscopio confocale, tecnologia ottica che si basa su un sistema che aumenta sensibilmente la risoluzione spaziale del campione ed elimina gli aloni dovuti alla luce diffusa. Il microscopio elettronico utilizzato ha messo in evidenza delle zone “viziate” nei cristalli, analizzando difetti della perovskite mai rilevati prima. Ginger ha concluso:

Il nostro studio fornisce degli obiettivi nuovi per chi lavora nel settore delle energie rinnovabili, spiegando quanto sia centrale la ricerca sull’aumento dell’efficienza dei materiali impiegati.

12 maggio 2015
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