Energia solare a concentrazione: una tecnologia sulla quale puntare nei prossimi anni. Uno studio pubblicato su Nature Climate Change dimostra come il Concentrating Solar Power (CSP) possa sopperire a un fabbisogno energetico esteso, soprattutto in determinate zone del Mediterraneo.

Lo studio, condotto all’International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA), spiega come un sistema CSP su vasta scala, in alcune aree del Mediterraneo, sarebbe in grado di fornire il 70-80% della domanda di energia elettrica.

Secondo i ricercatori, i sistemi attuali su vasta scala permettono di produrre una quota di energia pari a quella prodotta in impianti tradizionali, come gli impianti nucleari, e senza nessun costo aggiuntivo rispetto alle centrali a gas. La ricerca è la prima ad esaminare le potenzialità dei sistemi CSP in quattro regioni del bacino del Mediterraneo. Stefan Pfenninger, ricercatore presso l’Imperial College di Londra e a capo della ricerca IIASA, ha spiegato:

Questo tipo di sistemi sono in grado di soddisfare molto più del nostro fabbisogno di energia elettrica, a costi più contenuti di quelli attuali.

L’ostacolo principale ad un utilizzo dell’energia solare è l’instabilità della fonte e quindi il problema dell’accumulo: ma, a differenza dei sistemi fotovoltaici a concentrazione (CPV), con il solare a concentrazione è possibile bypassare il problema.

I sistemi CPV, ugualmente quotati quanto i CSP da Global Data, trasformano direttamente l’energia solare in energia elettrica, sfruttando l’effetto fotovoltaico: i CSP, invece, la trasformano in calore, più facile da immagazzinare rispetto all’elettricità.

L’energia solare, quindi, potrebbe essere immagazzinata sotto forma di calore e trasformata in elettricità solo quando necessario: tuttavia, l’instabilità della fonte resta un problema non da poco per questo tipo di tecnologia.

La soluzione suggerita dai ricercatori è quella di costruire una rete di sistemi solari a concentrazione su vasta scala, che possa ovviare ai problemi locali: per questo motivo, la ricerca rappresenta un primo studio di fattibilità, in particolare su due territori considerati potenzialmente i più adatti. Anthony Patt, co-autore della ricerca IIASA ha concluso:

Il nostro studio è il primo ad analizzare nel dettaglio la possibilità costruire un sistema energetico basato principalmente sul solare, che fornisca quotidianamente energia elettrica, in modo stabile ed affidabile. Secondo i risultati, questo sarebbe sicuramente possibile in due regioni del mondo come il bacino del Mediterraneo e il deserto del Kalahari in Sud Africa.

23 giugno 2014
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