In tutto il mondo, e lentamente anche in Italia, si stanno diffondendo i Bitcoin, delle monete virtuali che vengono prodotte con un complicato algoritmo e vengono scambiate in tutta la rete con beni e servizi reali. Partendo da questa idea la Open Currency Association ha deciso di realizzare i Solarcoin: le monete virtuali dell’energia solare. Il funzionamento è semplice: più energia produci con il tuo impianto fotovoltaico e più Solarcoin guadagni.

L’idea è venuta a Nick Gogerty qualche anno fa, ma soltanto adesso viene messa in pratica grazie al fatto che i Bitcoin hanno sfondato il muro dello scetticismo delle banche nazionali e sono entrati ufficialmente sul mercato. Il progetto prevede che ogni Solarcoin valga tra i 20 e i 30 dollari, oppure un Mw di energia elettrica, e il suo valore varierà esattamente come variano le monete nazionali. Dopotutto anche il Bitcoin inizialmente valeva poche decine di dollari e oggi ne vale centinaia.

Per ottenere i Solarcoin un utente deve poter produrre energia solare tramite un impianto fotovoltaico collegato alla rete, oppure semplicemente può comprarli con soldi “tradizionali”, per poi utilizzarli per scambiarli con dell’energia, sempre ovviamente pulita. L’altra possibilità è produrli come i Bitcoin con gli algoritmi in rete scaricando l’apposito programma. L’idea è positiva e mira a far espandere il mercato delle rinnovabili. Se però funzionerà è difficile da dire sin da oggi. Il Bitcoin infatti è partito lentamente e ha creato valore proprio perché sempre più Bitcoin venivano creati col passare del tempo. Inoltre il limite di produzione è 21 milioni, quello dei Solarcoin è di 100 miliardi, di cui 97,5 già nelle mani dei suoi creatori. Appena 105 milioni di Solarcoin saranno prodotti dalla rete mentre il resto verrà assegnato ai gruppi ambientalisti e ai consulenti. Inoltre i Solarcoin dovranno essere modulati a seconda delle leggi di ogni singolo Paese e non potranno circolare liberamente come i Bitcoin.

I primi mercati sui quali il Solarcoin sbarcherà sono quello tedesco e britannico in quanto hanno una legislazione più semplice da affrontare. Se poi si rivelasse un successo, potrebbe sbarcare anche nel resto del mondo, proprio come suo “fratello” Bitcoin.

27 gennaio 2014
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I vostri commenti
daniele delfattore, martedì 28 gennaio 2014 alle22:11 ha scritto: rispondi »

HO INTERESSE AD ESSER INFORMATO AL BITCOIN E AL SOLARCOIN

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