Il giro del mondo del Solar Impulse 2 è stato interrotto a seguito di problemi tecnici. A comunicare lo stop obbligato dell’impresa sono stati Bertrand Piccard e André Borschberg, i due piloti svizzeri che hanno progettato l’aereo solare e che si sono alternati alla guida del velivolo nelle varie tappe.

In una nota i due piloti fanno sapere che Solar Impulse 2 si fermerà alle Hawaii fino al 2016. La sospensione del giro del mondo è dovuta ai gravi danni subiti dalle batterie nel corso dell’ultima tappa. L’aereo solare ha volato per 5 giorni e 5 notti consecutive dall’aeroporto di Nagoya, in Giappone, all’aeroporto di Honolulu, capitale delle Hawaii, facendo segnare il record di volo in solitaria per un velivolo senza carburante.

Purtroppo questa lunga tappa ha causato il surriscaldamento del motore elettrico. Il team di Solar Impulse 2 si fermerà alle Hawaii per riparare le batterie. I piloti si affrettano a chiarire che il problema tecnico insorto non deve essere interpretato come il fallimento della tecnologia:

Il danno alle batterie non è un guasto tecnico o una debolezza della tecnologia, ma piuttosto un errore di valutazione e una lacuna nella progettazione dei sistemi di raffreddamento. Non avevamo considerato il surriscaldamento delle batterie nei climi tropicali.

I danni irreversibili riportati da alcune componenti delle batterie, secondo i piloti, richiederanno diversi mesi per poter essere riparati. Nel frattempo il team di Solar Impulse studierà anche nuovi sistemi di raffreddamento per poter affrontare adeguatamente le tappe più lunghe, senza rischiare di incorrere nuovamente in simili intoppi.

Il Solar Impulse 2 è stato accolto all’Università delle Hawaii. Il Dipartimento dei Trasporti ospiterà l’aereo nel suo hangar all’aeroporto Kalaeloa. Secondo le prime previsioni del team, i voli di collaudo inizieranno nel 2016 e serviranno a testare i nuovi sistemi di riscaldamento e raffreddamento della batteria.

I piloti svizzeri non si lasciano scoraggiare da questo contrattempo che rappresenta l’ennesima occasione per migliorare la tecnologia e aprire la strada a un’aviazione più sostenibile.

16 luglio 2015
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I vostri commenti
Marco, giovedì 16 luglio 2015 alle15:42 ha scritto: rispondi »

Caspita.. restare bloccati per un anno alle hawaii... poeva andare peggio, metti fossero stati in siberia... ma alle hawaii ci sta ;-) (ovviamente, è solo una battuta..)

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